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L’orso è tornato, tracce in Cadore e in Zoldo

Domenica la polizia provinciale ha trovato una scia di orme, poi l’avvistamento

BELLUNO. Prima le impronte, poi l’avvistamento. Dopo due anni di assenza l’orso è tornato in provincia di Belluno, proveniente da est. La notizia è stata confermata ieri, con la dovuta prudenza, dalla polizia provinciale, che da un paio di giorni era stata messa in allerta da segnali piuttosto inequivocabili. In queste ore sono in corso verifiche sull’attendibilità delle prove raccolte e questa mattina a Palazzo Piloni ci sarà un briefing generale, per mettere ordine a tutte le informazioni raccolte in questi giorni. La bella sorpresa è arrivata a Pasqua, quando un agente della polizia provinciale ha trovato 400 metri di impronte in Cadore. Poi la notte successiva, due automobilisti in due momenti diversi, hanno dichiarato di aver visto un orso lungo la strada che porta in Zoldo. Già raccolti i calchi delle impronte e alcuni peli per l’analisi del dna.

 Le tracce. La prima notizia dell’orso risale al giorno di Pasqua, quando un agente della polizia provinciale in servizio in Cadore ha scoperto un corridoio di tracce lungo circa 400 metri. «Le orme si trovano lungo la sinistra orografica del lago del Centro Cadore, in comune di Pieve di Cadore dopo la diga, nella zona di Vedorcia», spiega Oscar Da Rold vice comandante della polizia provinciale di Belluno. Si tratta di una zona impervia di montagna, ancora innevata. Le tracce infatti sono state viste molto bene, anche se lo scioglimento della neve le ha certamente dilatate e alterate. L’ipotesi è che le tracce risalgano a due giorni prima di Pasqua. L’agente ha fatto tutti i rilievi del caso, compreso il calco delle orme più leggibili e la raccolta dei peli che si trovavano lungo la scia di tracce, peli che potrebbero essere utili per un’analisi del dna. «Tutte queste prove ci servono per capire di quale animale si tratta, se è maschio o femmina, se è adulto o cucciolo».

 L’avvistamento. Subito dopo la scoperta in Cadore, la polizia provinciale si è messa alla ricerca di segnalazioni di orsi fuori provincia, per capire da dove fosse arrivato l’animale. Ma nel frattempo sono arrivate notizie fresche. Nella notte tra Pasqua e pasquetta infatti ci sono state due segnalazioni distinte, da automobilisti che transitavano lungo la sr 251 che collega Longarone a Zoldo e ieri gli agenti hanno raccolto le loro testimonianze.

 La descrizione. «E’ molto importante analizzare i dettagli», spiega ancora il vice comandante Da Rold, «perché di notte e mentre si guida ci si può confondere». Va detto però che la notizia della scoperta delle orme non era ancora di dominio pubblico e da due anni non si sente parlare di orsi. I due testimoni hanno opinioni diverse sulla dimensione: per uno è di taglia robusta, per l’altro non è molto grande, ma gli orsi presenti sulle nostre Alpi si considerano adulti di buone dimensioni già a 70 chili.
 Era importante anche la descrizione dei movimenti. Uno dei due automobilisti ha visto l’animale salire su un muretto alto un metro e il movimento è stato proprio quello dell’orso: prima le due zampe anteriori poi, una alla volta, quelle posteriori. Gli ungulati o i cinghiali (con cui ci si potrebbe confondere) fanno un movimento a salto completamente diverso.

 Accertamenti. Gli orsi sono i benvenuti
in provincia di Belluno e per la polizia provinciale studiarli è sempre di grandissimo interesse. Il primo obiettivo è capire di che orso si tratta, da dove arriva e dove sta andando. Di certo la presenza di animali morti a causa del rigido inverno, gli assicura approvvigionamenti proteici.

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