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Feltre: ricorsi inammissibili, suore multate

Mille euro a suor Fidenzia e a suor Umberta per il loro appello in Cassazione

FELTRE. La Corte di Cassazione non ha soltanto dichiarato inammissibili i ricorsi di suor Umberta (Maria Finotti) e suor Fidenzia (Ivone Camilot), per l'arcinota vicenda dei maltrattamenti all'asilo Sanguinazzi, alcuni anni fa, ma le ha anche condannate al pagamento delle spese processuali e della somma, ciascuna, di 1.000 euro proprio per l'inammissibilità del loro ricorso. Sono ulteriori particolari che emergono dall'udienza della Corte di Cassazione di fine novembre al termine della quale i giudici hanno accolto la richiesta del procuratore generale della Corte d'Appello di Venezia, cancellando la sentenza dei giudici veneziani del 2 febbraio scorso. Una sentenza con cui condannarono a sei mesi di reclusione (con la condizionale) suor Umberta e a suor Fidenzia per il reato di abuso di mezzi di correzione. Nel suo ricorso il procuratore generale della Corte d'Appello, appoggiato dai legali di parte civile, gli avvocati Franco Tandura e Daniela Tonion, aveva chiesto che le due suore del Sanguinazzi venissero condannate per il reato più grave ossia quello di maltrattamenti (e non abuso di mezzi di correzione) nei confronti di una dozzina di bambini che frequentavano la struttura tra l'aprile 1999 e il luglio 2004. Una richiesta che i giudici della Suprema Corte hanno accolto, annullando la sentenza della Corte d'Appello perché la pena venga rideterminata sulla base del reato più grave. Non solo le suore, com'è ora emerso, sono state per di più multate per l'inammissibilità del ricorso. È stato respinto, dunque, il ricorso della difesa delle imputate (avvocato Antonio Prade) che chiedeva invece l'annullamento della sentenza della Corte d'Appello del febbraio scorso perché il fatto non costituisce reato. Com'è noto, le suore alla sbarra erano inizialmente cinque: suor Yolanda (Yolanda Caerlang, 32 anni di origine filippina), suor Umberta (Maria Finotti, 66 anni, nata a Adria), suor Clotilde (Rosa Barile 69 anni, originaria di Barletta), suor Fidenzia (Ivone Camilot, 67 anni, nata a Ronchis, in provincia di Udine), e suor Gemma (Maria Alumbro, 39 anni, d'origine filippina). Fino al 2003 erano state loro a gestire l'asilo. Una gestione in apparenza impeccabile. Poi l'inchiesta giudiziaria, innescata da un esposto spedito da alcuni genitori su presunti maltrattamenti ai loro figli, gettò pesanti ombre sull'operato delle cinque religiose che furono allontanate dall'asilo su provvedimento del giudice delle indagini preliminari. Le suore vennero tutte rinviate a giudizio e l'11 dicembre di tre anni fa furono assolte in primo grado dal giudice Arturo Toppan. La procura di
Belluno ed i legali di parte civile non s'arresero e presentarono appello contro la sentenza. Nel febbraio scorso la sentenza di condanna per due delle cinque suore per il reato di abuso di mezzi di correzione.

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