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La gaffe di Muraro sui commissari

Il presidente della Provincia di Treviso smentito dalla squadra di Palazzo Piloni sulle auto blu: «Tutto falso»

BELLUNO. Sta tra il gossip e la leggenda metropolitana l’errore in cui è caduto il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro, che ieri ha parlato dei commissari di Palazzo Piloni, riferendo fatti non veri. Muraro ha dichiarato che il commissario Vittorio Capocelli raggiunge Belluno con un’auto blu che va a prenderlo a casa a Treviso, ma ha anche rincarato la dose, affermando che un’altra auto blu va a prendere il sub commissario residente, addirittura, a Padova.

«Corre l’obbligo di informare che le notizie riportate sono destituite di ogni fondamento», si legge in una nota inviata dal segretario generale della Provincia Roberto Natale. «Il commissario straordinario Capocelli per recarsi da Treviso a Belluno presso la sede dell’amministrazione provinciale utilizza, sempre ed esclusivamente, la propria autovettura privata. Nessuna auto di servizio della Provincia di Belluno viene utilizzata per svolgere questo genere di servizio, nemmeno per il sub commissario Emanuela Milan di Padova, che peraltro soggiorna a Belluno tutta la settimana lavorativa, senza diritto a rimborso delle spese di vitto e alloggio perché dal ministero è stata appositamente comandata di servizio dalla Prefettura di Padova alla Prefettura di Belluno».

Il secondo sub commissario, De Stefano vive a Belluno, mentre il terzo, Antonio Castelli, vive a Pordenone e il suo è l’unico caso di utilizzo di auto blu. «Castelli raggiunge Vittorio Veneto in treno e viene prelevato alla stazione», spiega ancora Natale, «perché si è calcolato che così costa di meno. I sub commissari inoltre prendono un’indennità che è il 65% rispetto a quella degli ex assessori». Commissario e sub commissari, hanno diritto al rimborso spese per raggiungere la Provincia, esattamente come sarebbe per i componenti di una giunta politica e per i consiglieri provinciali residenti fuori dal comune sede dell’ente. «L’auto blu viene utilizzata solo per gli spostamenti di servizio, da Palazzo Piloni», prosegue il segretario generale, «perché così dispone la legge».

Una prassi confermata anche dagli ultimi presidenti in carica. Gianpaolo Bottacin non chiedeva il rimborso spese per la sua auto, nè aveva l’auto blu, perché aveva ottenuto auto in comodato d’uso gratuito, ma quattro dei suoi assessori vivevano lontani e ottenevano il rimborso, come i consiglieri provinciali. Lo stesso succedeva durante l’amministrazione di Sergio Reolon e quelle precedenti. Reolon però aggiunge: «Il problema è aver preso ben tre sub commissari in giro per il mondo. Che bisogno c’era di quattro persone? Una squadra del genere a Belluno è assolutamente fuori luogo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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