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Contributi regionali agli asili musicali Lentiai scuola pilota

Il consiglio regionale approva la legge sui finanziamenti dopo aver studiato il caso della struttura di via Vecellio

LENTIAI. Nasce a Lentiai il contributo regionale agli asili che promuovono attività musicali e di lettura ad alta voce per i loro piccoli ospiti.

È dall’esperienza maturata dalle suore dell’asilo di via Tiziano Vecellio che da cinque anni stanno promuovendo la “cultura della musicalità” tra i loro piccoli allievi, che è partito lo spunto per realizzare la legge per il contributo regionale dedicato a quelle strutture per la prima infanzia che acquisteranno strumenti musicali o altri ausilii per avviare progetti di ascolto della musica e di avvicinamento alla lettura. La legge è stata approvata dal consiglio regionale l’altro giorno.

«Gli studi condotti sugli effetti della musica e della lettura ad alta voce di fiabe e racconti ai bambini in età prescolare», spiega il primo firmatario Dario Bond, «hanno dimostrato come tali esperienze precoci aiutino lo sviluppo delle capacità intellettive e di apprendimento dei bambini, favorendo la buona riuscita del successivo percorso scolastico. Comunicare con i suoni, con i rumori, è un momento legato strettamente allo sviluppo della mente infantile».

«L’asilo di Lentiai è un nostro fiore all’occhiello”, ammette il sindaco Armando Vello. A portare l’iniziativa a Lentiai è stata la madre superiore Caterina Cais, coordinatrice della scuola e appassionata di musica che spiega come »partecipando a un master ho capito quanto importante sia la musica nella vita di un bambino. E così con un bel lavoro di squadra abbiamo cominciato a creare un percorso didattico che ha messo al centro la musica».

L’asilo di Lentiai è dotato di tanti piccoli strumenti musicali, dalle percussioni al violino, passando per xilofono e flauti: «Non sono giocattoli, ma strumenti veri», sottolinea la madre superiore. Ogni settimana poi è garantita la presenza di un insegnante di musica: «Sono delle lezioni in cui si raccontano fiabe e si insegna ai bambini anche la musicalità delle piccole cose, dall’aria all’acqua», prosegue la coordinatrice della scuola. «Ci sono poi le sigle e le canzoncine che vengono cantate ogni giorno. È anche un modo per vincere la timidezza e relazionarsi con gli altri. Non esistono bambini stonati». Il modello educativo piace sia ai bambini che ai genitori: «È un servizio in più e l’osservazione ci dice che i bambini sono più sereni e ricettivi. La vita, del resto, è musica».

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