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Scarcerato il boscaiolo accusato di bracconaggio

Tambre. Il giudice Cozzarini ha convalidato l’arresto del 48enne indagato dalla procura per detenzione abusiva di un’arma usata per la caccia di frodo

TAMBRE. Da tempo gli uomini del Corpo forestale dello Stato avevano il fiato sul collo del boscaiolo di Tambre, 48 anni, arrestato tre notti fa per detenzione illegale di una pistola modificata. Ieri mattina, il giudice delle indagini preliminari Giorgio Cozzarini ha convalidato l’arresto disposto dal pubblico ministero Antonio Bianco ma ha anche disposto la scarcerazione dell’indagato, accogliendo la richiesta dell’avvocato Sandro De Vecchi.

Due, principalmente, le ragioni della scarcerazione: la sostanziale incensuratezza del boscaiolo (nel casellario risulta avere un piccolo precedente, non specifico, che risale a diversi anni fa) e la non pericolosità. L’arma, infatti, la deteneva per il bracconaggio, non per usarla contro le persone. L’udienza di convalida, tenutasi ieri mattina nel carcere di Baldenich, s’è chiusa rapidamente anche perché il boscaiolo s’è avvalso della facoltà di non rispondere. Una volta uscito dal carcere, l’uomo era atteso dalla madre e dalla moglie ed ha potuto fare ritorno a Tambre.

Nel frattempo sono emersi ulteriori dettagli sull’operazione portata a termine tre giorni fa dal Corpo forestale dello Stato. Gli agenti della stazione di Puos sono entrati in azione nella notte tra domenica e lunedì, nell’annesso rustico dell’abitazione del boscaiolo. Un’azione che ha colto di sorpresa il 48enne di Tambre, che ha cercato in modo maldestro di nascondere l’arma. La pistola, infatti, in quel momento si trovava in bella mostra sul tavolo.

Oltre all’arma, gli agenti hanno trovato anche un silenziatore artigianale, un visore ottico d’altissima risoluzione ed un calciolo avvitabile per agevolare la mira e lo sparo. «L’arma - si legge in un comunicato stampa del Corpo forestale - presentava una filettatura in corrispondenza della parte terminale della canna sulla quale è stato in seguito verificato il perfetto posizionamento del silenziatore artigianale.

L’operazione dei forestali, coordinata dal sostituto procuratore Bianco, è stata commentata con soddisfazione dai vertici del comando provinciale. «L’operazione - spiega il commissario capo del Corpo forestale dello stato, Federico Corrado - condotta congiuntamente dal comando stazione di Puos d’Alpago con la stazione forestale di

Aviano (Pordenone), è meritevole e da elogiare. Stiamo intensificando i servizi di vigilanza del territorio rurale e boschivo della provincia di Belluno per prevenire e reprimere i crimini in danno alla fauna, flora e all’ambiente nella sua complessità».

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