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L’allarme della croce rossa bellunese

In forte crescita le richieste di aiuto dei nuovi poveri

BELLUNO. Sta aumentando paurosamente il numero delle persone che si rivolgono alla Croce Rossa per chiedere un aiuto per vivere. È questo il risultato di una crisi economica che sta pian piano...

BELLUNO. Sta aumentando paurosamente il numero delle persone che si rivolgono alla Croce Rossa per chiedere un aiuto per vivere.

È questo il risultato di una crisi economica che sta pian piano mettendo in ginocchio la realtà bellunese.

A rivolgersi agli sportelli della Croce Rossa del capoluogo non sono più solo gli stranieri residenti, ma gli stessi bellunesi doc. Una situazione che sta diventando pesante e a cui la stessa Cri non riesce più a garantire delle risposte, visto il numero molto elevato e le risorse a disposizione che si fanno sempre più esigue.

«Quando si pensa alla realtà provinciale della Croce Rossa spesso la prima immagine che viene in mente è quella del servizio di ambulanza. Esiste, però, anche un’altra realtà, rappresentata dalle volontarie della sezione femminile del comitato provinciale di Belluno della Cri, che svolge attività socio-assistenziale, occupandosi in particolare di disagio sociale», precisa il commissario Maurizio Feltrin.

«Oggi, con la crisi economica che sta colpendo duramente le imprese e il mondo economico in genere, molte persone si trovano disoccupate e impossibilitate a far fronte alle esigenze più comuni. Una situazione che le costringe a vivere al limite e a volte al di sotto del livello di povertà. Per molti è ormai difficile arrivare alla fine del mese. Questo disagio economico e sociale si sta allargando sempre più e investe non solo gli immigrati – categoria maggiormente vulnerabile – ma anche i bellunesi, tanto che un numero sempre più elevato di persone bussa ogni giorno alle porte della Croce Rossa per avere un aiuto, il più delle volte alimentare».

La Sezione femminile «cerca di far fronte a numerose necessità primarie, fornisce viveri, abbigliamento, interviene nel caso di cure mediche a favore di famiglie in difficoltà. In sinergia con le infermiere volontarie (meglio note come crocerossine) organizza la distribuzione delle eccedenze produttive alimentari della Comunità Europea», precisa la commissaria delle volontarie .

E i numeri fotografano bene questa situazione. Nel 2011 sono state assistite 350 persone e distribuite 6,5 tonnellate di alimenti; nel primo semestre 2012 sono state assistite 165 persone ed effettuati interventi economici pari a 12.500 euro. Numero in crescita»

La maggiore concentrazione di richieste di aiuto arriva dal capoluogo, dove circa 80 persone nel primo semestre si sono rivolte alla Cri, seguite dalle 16 di Longarone e dalle 12 di Ponte nelle Alpi. Ma nessuna parte

della provincia è esclusa.

Le volontarie organizzano ogni anno raccolte fondi per riuscire a recuperare le risorse per dare risposte alle persone in difficoltà: dal mercatino a Villa Miari, alla tombola di Natale fino al torneo di burraco. (p.d.a.)

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