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Bolzano in soccorso della valle di Seren

Presentato il progetto elaborato da Fondazione ed Eurac «Mancano il coordinamento tra gli enti e la comunicazione»

FELTRE. Bolzano ha in mano un piano per salvare la valle di Seren. Ne hanno discusso per mesi la fondazione omonima, costituita da Oskar Unterfrauner il 22 ottobre 2012 ma attiva sul territorio da oltre un anno, e alcuni ricercatori del centro bolzanino di ricerca Eurac, arrivando a stendere un progetto strategico che è stato presentato ieri pomeriggio a oltre sessanta persone nell'atrio del museo diocesano feltrino. Il ponte di buoni propositi che è stato lanciato tra la provincia autonoma e il Comune bellunese è stato accolto da pareri alterni. Più di qualcuno, in privato o apertamente, l'ha definita un'intromissione dall'esterno. La domanda ricorrente era: cosa ha spinto i bolzanini a farsi paladini della valle tanto da stendere un piano per rilanciarla e preservarla dallo spopolamento? «È stato un caso», ha spiegato Unterfrauner, «avevo appena comprato casa a Col dei Bof senza avere niente in programma, poi le cose sono venute da sé. Quando è nata la fondazione “Val di Seren” ho deciso di destinarle una parte dell'edificio come sede, in modo da portare avanti il progetto che stava prendendo forma. Quando ho bussato alle porte della provincia di Bolzano per proporre le nostre idee, sono stato accolto da un interesse inaspettato. C'è stata da subito disponibilità a collaborare».

In pochi mesi la fondazione è cresciuta e si è radicata nella valle, e con essa la contestuale ricerca condotta da alcuni studiosi dell'Eurac, che ha portato alla stesura di «un piano strategico, piuttosto che un masterplan», ha precisato Andrea Omizzolo, ricercatore dell'istituto per lo sviluppo e la gestione del territorio, seduto al tavolo dei relatori al fianco del direttore Thomas Streifeneder. «Tra le carenze principali che abbiamo rilevato nel contesto serenese vi sono lo scarso coordinamento tra enti e associazioni e poca comunicazione. Un esempio è il portale turistico del consorzio Prealpi Dolomiti, in cui la valle è scarsamente segnalata e dove non è stata inserita la notizia della ciaspolata di domani (oggi, ndr) fino a malga Bocchette, e non è nemmeno stata aggiornata la mappa dei sentieri percorribili a piedi con i nuovi percorsi per le ciaspe inaugurati a dicembre».

Per rendere attuabile questo progetto serviranno «una figura di riferimento, il coinvolgimento attivo degli abitanti, la promozione efficace della valle, l'aggregazione delle iniziative esistenti nel territorio e la creazione di alleanze strategiche».

A mancare, secondo lo staff di Omizzolo, sono ancora «dati precisi sul turismo in valle, mappe, progetti e documenti utili ad analizzare il fenomeno, la partecipazione dei cittadini e la condivisione collaborativa di idee e proposte». Per ridare vita a una periferia montana rivitalizzata in gran parte dai pochi ristoratori e albergatori rimasti, «si potrebbe inserire il Comune di Seren del Grappa nel progetto “Perla delle Alpi”, una rete di Comuni che sostengono una forma di turismo

sostenibile, facilmente adattabile all'attuale conformazione della valle». Con tempistiche già fissate, il progetto potrebbe arrivare a concretizzarsi già in autunno, contando sull'interesse di organismi finanziatori quali il Gal Prealpi Dolomiti.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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