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Falso alla causa per il collega: becca 2 anni

Un ex capoturno della Ceramica Dolomite condannato per le dichiarazioni rese in un processo civile

TRICHIANA. Due anni, pena sospesa. Più 5 mila euro di spese processuali e 6 mila 300 per la costituzione della parte civile. L’ex capoturno nel reparto di smalteria della Ceramica Dolomite, Franco Calcinoni è stato condannato in primo grado per falsa testimonianza dal giudice Antonella Coniglio. L’avvocato difensore Massimiliano Paniz ha annunciato appello contro una sentenza, che è stata più pesante della richiesta del pubblico ministero: era un anno e due mesi. E la parte civile rappresentata dal legale trevigiano Fabio Capraro aveva domandato 100 mila euro di risarcimento danni e 50 mila di provvisionale, ma alla fine ha potuto considerare comunque vinta la battaglia iniziale.

La testimonianza del 61enne di Trichiana era stata resa in una causa civile intentata contro l’azienda di Trichiana dal suo collega di lavoro Mario Tormen, che soffriva di silicosi e, nel frattempo, il 10 ottobre dello scorso anno è mancato.

Calcinoni aveva dichiarato che l’attuale Ideal Standard, all’epoca dei fatti, riforniva i propri dipendenti di regolari maschere antipolvere. Di più: il promotore della causa contro l’azienda (persa in primo grado con una richiesta di risarcimento di un milione e 87 mila euro) ne aveva una con la visiera e il filtro intercambiabile. Questa dichiarazione, contraria a quelle di cinque colleghi, gli è costata il processo.

Ieri mattina è stato sentito il teste della difesa De Bastiani, per 28 anni alla Ceramica, padre di un operaio e protagonista di una battaglia antinfortunistica con il responsabile della sicurezza Riposi. E si è di nuovo parlato di protezioni. Ce ne sono di tre tipi: usa e getta, in gomma e con visiera e maschera, tipo antigas. La indossava Tormen, quando doveva verniciare i lavandini, all’interno di una cabina apposita? Sempre, spesso o quasi mai? Le versioni contrastano.

Il pm ha chiesto la condanna, mentre nella sua arringa Paniz ha parlato di «brav’uomo, di persona perbene e anche d’impossibilità di valutare se, all’interno, di questa cabina Tormen indossasse o meno questa maschera», addirittura personalizzata con il suo nome. Assoluzione, in qualsiasi maniera. La parte civile ha chiamato in causa anche una mostra fotografica, nella quale si vedono gli operai della Ceramica, che lavorano senza questo tipo di protezione e il giudice Coniglio si è chiuso in camera di consiglio. Quando ne è uscito,

ha pronunciato una sentenza di colpevolezza: due anni di reclusione, con la pena sospesa. Paniz ha annunciato appello e Capraro ha parlato solo di una battaglia vinta. Rabbia tra i familiari di Calcinoni e sollievo tra quelli di Tormen. Ma la questione è ancora all’inizio. (g.s.)

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