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Sempre più poveri «Chiedono lavoro e soldi»

Don Rinaldo Sommacal, parroco del Duomo: «Cercano aiuto per pagare le bollette, l’affitto, i generi alimentari. Molti sono bellunesi»

BELLUNO. «La situazione sta peggiorando. Adesso cominciano ad emergere gli aspetti più duri della crisi. Questo perché, se fino a qualche tempo fa chi aveva perso il lavoro o era in difficoltà tirava avanti con i risparmi messi da parte faticosamente, ora anche questi risparmi sono finiti e singoli e famiglie non sanno più come andare avanti».

Don Rinaldo Sommacal, parroco del duomo di Belluno, conosce bene la realtà attuale. Anche perché del difficile stato di cose ha “testimonianze”, praticamente tutti i giorni, dalle persone che bussano alle porte della parrocchia. Quella del duomo e non solo.

«Molti di coloro che si rivolgono a noi», aggiunge, «hanno già oltrepassato il confine della miseria. Implorano l’aiuto per due cose: in primis il lavoro. E prestiti per pagare l’affitto, le bollette, i generi alimentari». Prestiti che, già dall’inizio, si sa non potranno essere restituiti. «Si tratta di famiglie intere in difficoltà», continua don Sommacal. «Non vengono più solo gli extracomunitari, adesso ci sono anche i “nostri”. Si vergognano tantissimo ad ammettere di avere bisogno di aiuto, il senso di dignità è sempre forte, ma anche molti bellunesi ci chiedono sostegno. Sono numerosi coloro che ci dicono che hanno trovato tutte le porte chiuse. E allora si rivolgono alla parrocchia».

«Abbiamo sostenuto, e continuiamo a farlo, tantissime necessità», fa presente ancora il parroco del duomo. «L’intento però è non limitarsi all’elemosina, alla carità. Per risolvere i problemi bisogna invece dare lavoro alle persone. E con il lavoro la dignità». In questa direzione si muove il “Cantiere della provvidenza”, la cooperativa sociale costituitasi a febbraio dello scorso anno (da non confondersi con il progetto omonimo che in questi anni ha coinvolto 35 comuni, con Belluno capofila, in progetti di inclusione sociale finanziati dalla Fondazione Cariverona). I progetti del Cantiere erano partiti qualche mese fa, con la riapertura dell’albergo Edera di Agordo, il primo cooperativo della provincia di Belluno, che ha dato lavoro a tre giovani bellunesi tra i 20 e i 30 anni. «Ora siamo in prova al Campus Valenti di Pian Longhi», ricorda don Rinaldo. «Saremo lì fino a ottobre e poi l’auspicio è di poter trovare un accordo con la Comunità montana bellunese per continuare ancora il nostro impegno nell’area».

Tra le idee anche quella, espressa qualche tempo fa dal paraolimpionico Oscar De Pellegrin, di dare vita a un’azienda agricola gestita da disabili.

«In generale», riflette don Sommacal, «vogliamo dare una mano a chi è senza occupazione fornendo un impiego in tanti campi, magari portando le persone a riscoprire l’agricoltura».

Del

resto le richieste di aiuto che arrivano al “Cantiere della Provvidenza” sono tantissime: «In cassa abbiamo tanti ideali e buona volontà. Ora l’auspicio è creare nuovi progetti che possano venire incontro ai bisogni di chi si rivolge a noi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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