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Così si rilancia la bachicoltura

Santa Giustina, l’esperimento della coop Cantiere della Provvidenza. Un’economia che rinasce

SANTA GIUSTINA. Il tema del convegno, che ogni anno apre la tre giorni della Mostra mercato a Santa Giustina, ha incuriosito quest’anno soprattutto chi ha qualche anno in più. Si parlava infatti di bachicoltura, una produzione che - come ha ricostruito Dino Dal Pan nel suo intervento di apertura - era molto diffusa fino all’inizio dello scorso secolo nella Valbelluna e di cui la scorsa estate si è sperimentata la reintroduzione con risultati positivi da parte della cooperativa Cantiere della Provvidenza. Fino a un secolo fa tante famiglie di questa zona allevavano i bachi, vendendo poi i bozzoli alle filande della pianura per ricavare i primi soldi della stagione. Poi con l’avvento dell’industrializzazione queste attività sono state superate, portando quasi all’estinzione il baco tipico di queste vallate. Come in altri settori, anche per la seta il mercato sta cambiando rapidamente, come ha spiegato Silvia Cappellozza ricercatrice del Cra–Api di Padova che si occupa proprio di bachi da seta: l’industrializzazione in Cina, come successe da noi nel secolo scorso, ha fatto crollare la produzione e aumentare il prezzo, rendendo di nuovo competitiva anche la produzione in Italia, ricercata perché permetterebbe di offrire prodotti al cento per cento made in Italy. E poi oggi la seta è ricercata per la cosmesi, o per prodotti antiallergici in quanto non attaccabile dagli acari. Insomma, ci sono tante buone ragioni per riprendere il filo di una tradizione smarrita.

L’esperimento condotto quest’estate ha dimostrato che nella vallata esistono ancora gelsi di buona qualità, che permettono lo sviluppo dei bachi e la zona è ancora sana, non contaminata dai pesticidi, altro elemento che agevola la crescita dei bachi. Ma la sperimentazione, seguita per la parte tecnica da Gabriele De Nadai, ha dimostrato anche la valenza sociale del progetto, messa in evidenza da Simone Palma della cooperativa, perché il lavoro, anche se concentrato in un mese, è adatto anche a persone con disabilità, tra i destinatari delle iniziative del Cantiere della Provvidenza. I risultati della ricerca sono stati condivisi con Veneto Agricoltura, presente al convegno di venerdì sera con Giustino Mezzalira, che ha dato, nell’occasione, un importante annuncio: dal 2014 nell’azienda sperimentale di Villiago a Sedico sarà avviata la coltivazione del gelso, per tentare di reimpiantare i modo

“industriale” il baco da seta. E se i primi 18 chili di bozzoli, acquistati dalla Ratti-Marzotto per la produzione di seta e di cui si attendono ora i riscontri sulla qualità, daranno i risultati sperati, le prospettive anche di redditività saranno interessanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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