Quotidiani locali

Messner: «Errori e scandali penalizzano Cortina»

Il re degli ottomila sulla bocciatura mondiale: «Troppi sbagli negli ultimi 50 anni a partire dalla vendita delle case agli "stranieri"»

CIBIANA. «Negli ultimi 50 anni, Cortina ha inanellato un errore dopo l’altro. Come la vendita delle case agli “‘stranieri”. L’esclusione dai Campionati mondiali di sci non può essere una sorpresa. Che cosa ci si poteva aspettare dopo gli scandali (Mose ed Expo) che rendono politicamente fragile l’intero paese?».

Reinhold Messner, il re degli ottomila, parla sul tetto del suo museo, ad oltre 2 mila metri. La mattinata non potrebbe essere più splendida. Cortina è all’orizzonte. Messner la guarda e s’intristisce. Così pure quanti sono saliti con lui sul Rite, dal neosindaco Luciana Furlanis, a tutta la giunta che l’appoggia, alla minoranza con Armando e Zordo. Non mancano gli ex sindaci Eusebio Zandanel e Guido De Zordo, i colleghi della valle, Matteo Toscani, vicepresidente del consiglio regionale, e Oscar De Bona, presidente di LongaroneFiere, che ha invitato Messner all’ExpoDolomiti di settembre, quando ci saranno anche il ministro dell’ambiente e, probabilmente, i presidenti dell’Euroregio “Senza Confini”. Tutti a insistere perché Messner vada avanti, con i suoi progetti e le sue idee puntualmente condivisi.

Messner, un pienone di visitatori (al museo e al rifugio Dolomites) anche oggi. Vuol dire che la scelta di trasformare l’ex rudere del forte di guerra in museo, nel 2012, è stata indovinata...

«In queste ore sono particolarmente soddisfatto, perché qui i fondi pubblici, quelli procurati in particolare da Floriano Pra, sono stati spesi bene, in modo trasparente. Mi dispiace soltanto che nei tanti depliant turistici diffusi in provincia non sia segnalato questo sito, tanto meno in tedesco, nonostante il nostro sia un caso più unico che raro di implementazione turistica».

Vuol dire che i bellunesi non sanno fare turismo? E non sanno neppure vincere una candidatura sportiva?

«Vorrebbero forse copiare l’Alto Adige, la Val Pusteria in particolare. Ma la Val Pusteria ripete gli errori di Cortina, con le seconde case, e finirà presto in crisi. Col rischio, a Cortina come a Dobbiaco o nei paesi vicini, di trasformarsi presto in un deserto».

Le vicende di tangentopoli, dall’Expo al Mose, possono influire sulle scelte dei possibili visitatori di area tedesca o dell’Est europeo?

«A mio avviso hanno avuto anche un pesante riflesso nella candidatura di Cortina. Ma a contare di più sono i prezzi troppo alti, i servizi che mancano, l’offerta turistica ancora molto fragile. Non valorizzare musei come questi vuol dire non capire nulla delle nuove esigenze del turista più acculturato. Se a Cibiana, per fare un esempio, le case chiuse e abbandonate non saranno trasformate in albergo diffuso, come proponevo ancora dieci anni fa, il paese sopravviverà non più di 30 anni. Bisogna inoltre coniugare il turismo con la nuova agricoltura».

Luciana Furlanis, la neosindaco, ed Elisabetta Rorato hanno acquistato alcuni fazzoletti di terra, qui a Cibiana, e di bosco, e hanno avviato un’azienda di produzioni officinali ed orticole, acquistabili direttamente nell’orto. Si comincia così?

«Proprio così. Che cosa accadrebbe se 100 famiglie di Cibiana accettassero di mettersi in gioco, con le loro stanze chiuse, che non riescono ad affittare, e con gli orti a disposizione? Sarebbe una rivoluzione in positivo».

Sempre più numerosi sono gli escursionisti che salgono a piedi lungo i 7 chilometri di tornanti del Rite. Ma al passaggio delle navette vengono impolverati...

«Lo so e ci scusiamo. Al momento non è possibile fare altro, perché hanno diritto di salire anche coloro che hanno difficoltà di mobilità. Rilancio la prospettiva della mini funivia: solo due cabine, una in salita, l’altra in discesa, in gran parte automatizzata e con una sola persona di gestione».

Sindaci ed ex sindaci sono favorevoli ma dicono che ci sono altre priorità, come la messa in sicurezza delle strade e delle stesse case.

«Sono obiettivi distinti. Perché dire di no a quegli imprenditori privati che desiderassero impegnare le loro risorse?».

Lei in settembre compirà 70 anni. È vero che vuole dedicarsi al cinema di montagna e passare la mano nella gestione dei musei? Cibiana chiede che andrà avanti.

«Dopo i 70 anni mi dedicherò ad altro,

ma affiderò i musei (il sesto lo inaugurerò a Plan de Corones il 17 settembre) a mani sicure».

Quelle di sua figlia?

«Non posso anticipare niente. Continuerà, in ogni caso, il mio impegno per le terre alte, promuovendole attraverso il cinema».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Belluno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NOVITA' E LIBRI TOP DI NARRATIVA, POESIA, SAGGI, FUMETTI

Spedizioni gratis su oltre 30 mila libri