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Trova in un garage e rimette a nuovo la vecchia auto di Papa Luciani

L’eccezionale scoperta di Antonio De Nardo: era in un’autorimessa di Codognè «Era come un ferro vecchio, ora può viaggiare: vorrei offrirla a Papa Francesco»

CANALE D’AGORDO Per anni era rimasta, come un ferro vecchio, abbandonata in un'autorimessa. È l'auto di Papa Luciani, una Fiat 1100, che utilizzava quando era vescovo di Vittorio Veneto. Il reperto unico e storico si trova a Codognè ed è stato esposto sabato al pubblico per la prima volta. L'eccezionale ritrovamento è stato fatto da un ristoratore, Antonio De Nardo. «Mi piacerebbe che qualcuno la valorizzi, chissà che Papa Francesco possa farci un pensierino», racconta il proprietario

. A svelare un segreto, rimasto celato per anni, è Pio Dal Cin, che ha raccolto la sua testimonianza nel libro «Codognè cuore Veneto». «L'ho trovata per caso in un'autorimessa, era ferma, tutta sporca di escrementi», racconta De Nardo, gestore della storica trattoria Campocervaro di Codognè e appassionato di vettura d'epoca, «non sapevo a chi era appartenuta, quando ho visto il libretto di circolazione mi è venuto quasi un colpo». Nella carta di circolazione appariva l'intestazione del primo proprietario: «S. E. Luciani Mons. Albino, nato a Forno di Canale il 17.10.1912» e la residenza, il castello di San Martino di Vittorio Veneto, la sede vescovile. La data d'immatricolazione è il 18 agosto 1960. Albino Luciani era alla guida della diocesi vittoriese da quasi due anni. La vettura, all'epoca un lusso, fu donata al vescovo dalla Cassamarca. Presumibilmente la utilizzò sino al 1969, quando divenne patriarca di Venezia. Nessuno sapeva che fine avesse fatto quella Fiat 1100, finchè Antonio De Nardo la ritrovò in uno stato di semi abbandono a San Michele di Ramera. Il precedente proprietario non sapeva cosa farsene. De Nardo invece, come molti ragazzi degli anni '50 e '60, aveva un ricordo personale legato a papa Luciani. «Monsignor Luciani mi aveva cresimato», ricorda il ristoratore di Codognè, che così l'ha acquistata e si è fatto promotore del restauro. Il lavoro di recupero è stato interamente «made in Codognè». «L'ho portata dal carrozziere di qui, Gianni Felet», spiega, «il motore l'ha sistemato Gaetano Rossi, l'artista delle auto di Codognè». La Fiat 1100 ha quasi 200 mila chilometri, «196 mila per l'esattezza», specifica il proprietario. Ma il restauro l'ha riportata allo splendore originale. «Era la macchina dei “siori”, è un po' invidiata da tutti», dice De Nardo con un pizzico di orgoglio, «facilissima da guidare e affidabile».

Antonio De Nardo sull'auto restaurata...
Antonio De Nardo sull'auto restaurata di Papa Luciani

La vettura è iscritta all'Asi, l'Automobil Club storico Italiano e ha partecipato a qualche raduno. Lui ha fatto solo pochi chilometri, la custodisce quasi come una reliquia e ha il sogno che qualcuno possa valorizzarla. «L'importante è che chi la compra sappia che è un'auto speciale, piuttosto che vada nelle mani sbagliate preferisco tenermela». Antonio De Nardo non vuole che la “papa mobile” diventi un oggetti di business. Il riferimento è ad una Golf appartenuta a Papa Ratzinger, prima della nomina a Pontefice. Una decina d'anni fa, la Golf di Ratzinger venne messa all'asta su Ebay e fu acquistata da un casinò online del Texas, ricoperta di loghi pubblicitari.

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