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Startup bellunese vincente a Dublino

Alessandro Prest e il collega Luca Boschin di Udine hanno messo a punto un progetto finanziato anche dal Governo

BELLUNO. Da Belluno a Dublino per progettare il futuro, ad iniziare dalla realtà aumentata. Il bellunese Alessandro Prest (32 anni) ed il suo amico e socio Luca Boschin di Udine (29 anni), hanno scelto la capitale irlandese per dar vita a LogoGrab, la loro startup.

Alle spalle un curriculum di studi d'eccellenza (economia a Lugano per Luca, un dottorato in intelligenza artificiale a Zurigo per Alessandro, dopo la laurea in informatica a Udine) e soprattutto la voglia di mettersi alla prova per creare un proprio futuro. «Un giorno – spiega - è scoccata la scintilla: perché non provare a sviluppare il riconoscimento automatico dei loghi?».

Nel frattempo erano entrambi già impegnati nell'attività di consulenti per aziende nello sviluppo delle tecnologie di riconoscimento dell'immagine. Da qui l'idea di LogoGrab, una sorta di QR Code ancora più intelligente. «Sì perché il QR code (in inglese Quick Response Code, inventato in Giappone nel 1994, ma diffuso in tutto il mondo dalla fine del 2000, ndr) è un sistema che 'cattura', ovvero legge col telefonino un codice a barre bidimensionale che deve però essere prima appositamente stampato, mentre i loghi li trovi già dappertutto, su magliette, insegne, scarpe, confezioni, cartellonistica, giornali, tram, taxi...».

E una volta letto il logo?

«Un'azienda può decidere, ad esempio, di collegare il lancio di un prodotto, un concorso, un premio, uno sconto riservato a chi partecipa all'iniziativa. Punti lo smartphone sul logo ed accedi direttamente ai contenuti che quella azienda ha riservato solo a chi si collega con questo sistema».

Già provato? «Sì – interviene soddisfatto Luca Boschin, che segue in particolare la parte commerciale – McDonald's ha usato la nostra tecnologia per attivare una grande campagna promozionale, lo scorso inverno in Italia, ed i risultati sono stati davvero molto soddisfacenti».

State lavorando per altre aziende? «In questo momento stiamo definendo un accordo con un leader mondiale nella birra, un altro nel food&beverage. Ed altri ancora si sono fatti avanti. Abbiamo appena chiuso un contratto con una multinazionale per un valore di 35.000 euro mensili per tre anni di collaborazione. Inoltre a settembre un altro cliente darà vita ad una campagna di realtà aumentata mai vista prima nella storia (60 nazioni interessate, dalla Cina agli Usa), con un investimento di 43 milioni di euro per essere sponsor di un nuovo film. E la nostra tecnologia sarà della partita».

È difficile riconoscere i loghi? «Non è facile, e paradossalmente – riprende Alessandro Prest - il logo più semplice è quello più difficile da catturare (perché rischia di confondersi con altri simboli di grande utilizzo), ma la nostra tecnologia riesce a farlo meglio e più semplicemente di altre. Il segreto è tutto qui».

Ma non temete di essere copiati? «L'importante è stare sempre un passo avanti. Abbiamo sviluppato il nostro software per la realtà aumentata e lo gestiamo attraverso una infrastruttura di server che stanno nel cloud, sulla nuvola, con spazi che affittiamo da Amazon e che ci consentono di replicare il servizio in ogni parte del mondo. Con il nostro controllo diretto. Troppo complesso, insomma, clonare il nostro prodotto».

Quando siete partiti?

«Poco più di un anno fa, esattamente il 22 giugno 2014. LogoGrab l'abbiamo fondata ad aprile, è diventata operativa appunto a giugno, a novembre abbiamo lanciato il nostro prodotto sul mercato».

Ma perché a Dublino?

«Perché è una città che ha scommesso di diventare, entro il 2020, la capitale europea delle nuove tecnologie. E si sta muovendo concretamente secondo questa visione, attirando aziende innovative da tutto il mondo, grazie ad una bassa tassazione ed a servizi adeguati». Al nono piano di una palazzina di Grand Canal, nei Docklands (il vecchio porto rinnovato), Luca e Alessandro hanno i loro uffici (sul terrazzo che domina tutta la città c'è anche una piccola piscina), al piano di sotto ci abitano.

Che investimento è stato necessario per partire? «Abbiamo raccolto 750.000 euro di finanziamenti: 150.000 da tre mecenati, 350.000 da un family office in Svizzera, società che gestisce il wealth management di importanti famiglie locali, e che ha creduto nel nostro progetto; 250.000 euro poi sono arrivati dal Governo Irlandese, a condizione che ci trasferissimo qui. Abbiamo presentato il nostro progetto, insieme ad altri 500 candidature, ci hanno messo appena un mese a selezionarlo ed a staccarci un primo assegno di 125.000 euro (mai avuto tra le mani prima tanti soldi insieme...) e il rimanente è arrivato non appena abbiamo iniziato ad assumere. Ora siamo in sette, tre irlandesi, un francese, uno svizzero e noi due italiani, ma abbiamo intenzione di diventare almeno trenta a fine anno».

Come reclutate i collaboratori? «Abbiamo un accordo con il Trinity College e poi il passaparola è fondamentale».

E ora il vostro obiettivo?

«Diventare a breve leader in questo mercato della realtà aumentata che offre ottimi margini di crescita».

Insomma rifareste tutto, anche lasciare l'Italia?

“Certamente, siamo

molto, molto contenti. E soprattutto non vediamo l'ora di allargare il campo d'azione di LogoGrab a tanti altri clienti. Non a caso, visto che il nostro prodotto è buono e bisogna, a nostro avviso, solo farlo conoscere di più, entro l'anno apriremo due sedi commerciali a Londra e a New York».

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