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Tre Cime, la catena umana fa già il giro del mondo

Auronzo. L’evento del 13 organizzato da Amnesty a sostegno dei diritti umani raccoglie i primi messaggi di appoggio firmati da Ensaf Haidar e da Peter Sis

AURONZO. Le Tre Cime di Lavaredo stanno compiendo il giro del mondo, come non l’hanno mai fatto. La catena umana che le avvolgerà il 13 settembre, per iniziativa di Amnesty Internazional, le ripropone come l’icona di una pace – a cento anni dalla prima guerra mondiale – che non significa assenza di guerra, ma impegno per i diritti umani. Ed ecco, infatti, i primi messaggi arrivati da Montreal e da New York. Sono rispettivamente di Ensaf Haidar, moglie del blogger saudita incarcerato e condannato a 10 anni di prigione e a 500 frustate per avere creato un sito web, e Peter Sis, illustratore e artista ceco emigrato negli USA.

«I sostenitori di Amnesty International nel mondo hanno portato avanti varie campagne insieme a me e alla mia famiglia e stanno continuando a chiedere il rilascio immediato e incondizionato di Raif Badawi e di tutti gli altri prigionieri di coscienza in Arabia Saudita. E’ fondamentale che in tutto il mondo i diritti umani vengano riconosciuti come universali. Esprimere un’opinione, criticare una religione, scegliere una religione o rimanere ateo, la libertà di orientamento sessuale, il diritto all’attivismo e associazione politica, il diritto a un processo equo, il diritto a non essere torturati: questi sono tutti diritti universali. Molti uomini e donne in varie parti del mondo stanno combattendo per garantire tali diritti e pagando un prezzo molto alto per questo».

Forte l’appello di Haidar.

«Ascoltate le loro voci e non rimanete indifferenti. Il 13 settembre unitevi alle 6000 persone che prenderanno parte alla catena umana per i diritti umani attorno alle Tre Cime di Lavaredo, nelle Dolomiti, e abbattete il muro dell’indifferenza. Unitevi alla catena umana anche per mio marito Raif».

«Buongiorno da New York, come ci sono finito qui? Come emigrato e rifugiato», racconta Sis, «io sono con voi e sostengo Amnesty International per i diritti umani e per i diritti dei migranti e dei rifugiati. Anch’io lo sono stato! Ed è uno status molto difficile da accettare...non scordate che tutti noi un tempo siamo stai emigranti…lo siamo ancora…».

Tatiana Pais Becher è indaffaratissima, in queste ore, a perfezionate l’organizzazione che è curata da Amnesty Italia, Insieme Si Può ONG, Art For Amnesty in collaborazione con il Comune di Auronzo e il Consorzio Turistico Tre Cime.

Oltre ai patrocini importanti, come il Senato della Repubblica, la Camera dei Deputati, la Regione Veneto , la Provincia di Belluno e vari comuni e associazioni, oltre alla collaborazione con il Lab Fest della Fondazione Unesco che ha concesso uno spazio per la presentazione dell’evento nel weekend appena conclusosi ad Auronzo, agli organizzatori della catena umana stanno arrivando adesioni da varie parti d’Europa. Bill Shipsey, presidente dell’associazione Art for Amnesty, con sede e cuore a Dublino, ha comunicato la presenza all’evento di rappresentanti di varie sezioni europee di Amnesty: Amnesty Slovenia, Amnesty Croazia, Amnesty Germania, Amnesty Belgio, Amnesty Spagna, Amnesty Irlanda. «Alle 12 di domenica 13 settembre, proprio laddove 100 anni fa si combatté la Grande Guerra, i rappresentanti di Amnesty di vari Paesi europei si uniranno quindi alle 6000 persone intorno alle Tre Cime in un abbraccio simbolico per ricordare al mondo», anticipa Pais Becher,

«l’importanza di schierarsi dalla parte delle popolazioni civili intrappolate nei conflitti, dei più deboli, dei dimenticati, delle vittime di tortura e discriminazione, di coloro che sono privati dei diritti più basilari quali il cibo, la salute e l’istruzione».

Francesco Dal Mas

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