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Giovani vandali multati durante le feste di Natale

I vigili urbani hanno colto sul fatto adolescenti bellunesi: sanzioni fino a 600 euro Massaro contro i graffittari: «Il loro comportamento danneggia la comunità»

BELLUNO. Pizzicati a sporcare la città e a fare vandalismi. Sono giovani, anzi giovanissimi, i bellunesi che i vigili urbani hanno fermato durante il periodo natalizio mentre stavano facendo atti di vandalismo in centro storico. Le multe, in alcuni casi, sono arrivate ai 600 euro. «I controlli ci sono, e il fatto che siano stati colti sul fatto diversi ragazzi molto giovani lo dimostra», sottolinea il sindaco, Jacopo Massaro. Che si dichiara pubblicamente «stanco di vedere la città continuamente imbrattata e sporcata».

Lattine e bottiglie abbandonate, e che qualche volta vengono anche gettate contro elementi di arredo urbano (come le fontane), attività o strade; macchie di vomito e urina di fronte ai portoni dei palazzi; danneggiamenti alle sedie e ai tavolini all'aperto dei bar. Capita spesso, nei fine settimana. Per non parlare delle deiezioni dei cani, che rendono problematico passare in alcune strade del centro (come in via Sottocastello). «L'amministrazione è stufa di questi comportamenti», ribadisce Massaro. «Li stiamo combattendo su due fronti: con l'educazione nelle scuole e con i controlli».

Questi ultimi hanno dato i loro frutti. Nel periodo natalizio i vigili hanno battuto a tappeto il centro storico, e hanno fermati alcuni ragazzini adolescenti che stavano facendo dei vandalismi. Sono stati sanzionati e sono stati informati i genitori.

Un altro fenomeno che l'amministrazione sta combattendo è quello dei writers. I “graffittari” sporcano ogni muro capiti loro a tiro. Non importa se vicino c'è la porta di un negozio o di un edificio residenziale, né, tanto meno, se la vernice imbratta palazzi storici. Il Bembo, per esempio, porta i segni dei writers, che hanno messo la loro firma sulle pareti esterne appena dipinte nell'ambito del progetto di ristrutturazione.

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«Con i graffittari la situazione è doppiamente intollerabile», afferma Massaro. «Da un lato perché spesso l'imbrattamento dei muri corrisponde a un danno a persone che lavorano sodo per poter mantenere in ordine la propria casa. Dall'altro perché il danneggiamento dei muri pubblici è un danneggiamento nei confronti di beni della collettività, che devono essere protetti». In passato alcuni writers sono stati individuati e sanzionati, grazie al pattugliamento del territorio e all'uso delle telecamere di videosorveglianza, ma non è sempre semplice identificare gli autori delle firme sui muri. «L'unica soluzione per problematiche come questa sta in un sistema educativo che ci consenta di non dover nemmeno controllare», conclude Massaro. «Dobbiamo insegnare ai nostri figli il rispetto per le cose altrui. Deve diventare un automatismo gettare una lattina in un cestino, così come lo è diventato mettere la cintura di sicurezza quando si guida per generazioni successive a quella dei nostri padri, per i quali non era un'abitudine. Oggi non c'è ragazzo che non allacci la cintura quando si mette in macchina».

Bisogna puntare sull'educazione quindi, e il Comune lo sta facendo. Con progetti dedicati ai più piccoli (il recupero del muro di Borgo Piave, il progetto Ecosi), educazione anche fra pari nelle scuole. «In questa partita, però, risulta determinante anche l'impegno da parte dei genitori», chiude Massaro. «Il messaggio deve partire da loro».

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