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Cortina

Uccise Loredana e fuggì via: patteggia 16 mesi

Aldo Valmassoi travolse con la sua auto la giovane cameriera rumena, che fu trovata agonizzante da un altro automobilista dopo qualche minuto. La madre della barista rumena: «Non volevo soldi, solo quella giustizia che non è stata fatta. A nazionalità invertite, non so cosa sarebbe accaduto».

CORTINA. Un anno e sei mesi per omicidio colposo sembravano pochi per il gip Sgubbi. Sedici mesi, invece, sono stati ritenuti un patteggiamento giusto per Aldo Valmassoi, dopo il risarcimento danni al papà e alla mamma di Loredana Tiron. Il difensore dell’imputato (Casciarri) aveva concordato questa pena con il pubblico ministero Gallego, nella richiesta della fine dell’anno e il nuovo giudice Montalto l’ha applicata. Trenta giorni per le motivazioni, dopo di che il legale (Codreanu) della famiglia della 21enne barista di origine romena investita a Cortina, in via Guide Alpine, valuterà che iniziative prendere: ricorso in Cassazione o alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Nel calcolo della pena finale, la difesa è partita da una base di 30 mesi, diminuita prima per il risarcimento riconosciuto ai genitori Ian Tiron e Gafita Chiosac, che non si erano costituiti parte civile, e poi per il rito alternativo. In più, hanno pesato la giovane età dell’imputato, il suo essere incensurato, oltre all’atteggiamento collaborativo e al buon carattere, evidenziati in un documento del Commissariato di polizia di Cortina. Oltre a questo, ci sono due anni di sospensione della patente e 600 euro di multa. Sono stati dissequestrati il furgone Opel e il telefonino cellulare con il quale l’uomo stava messaggiando su Whatsapp.

Gafita Chiosac ha accolto il patteggiamento con un dolore, se possibile, ancora più profondo: «Non mi interessava avere dei soldi, anche perché nessuno mi restituirà più mia figlia. Quello che volevo è soltanto giustizia e non mi sembra che qui sia stata fatta. In Romania la pena sarebbe stata molto più pesante e avrei voluto vedere cosa sarebbe successo se il colpevole fosse stato un mio connazionale e la vittima italiana».

L’incidente mortale è del 22 gennaio dell’anno scorso, verso le 21.30. Tiron stava camminando accanto al marciapiede innevato della parallela di via Roma. Valmassoi viaggiava in direzione San Vito su un furgone Opel. Aveva bevuto e stava mandando un messaggio alla fidanzata: non vide la ragazza e la travolse. Non

si fermò, pensando di aver preso un palo e venne rintracciato dalla polizia a casa, solo a distanza di ore. Lei rimase a terra, al buio e al freddo: fu un automobilista a vederla e a chiamare i soccorsi dalla reception dell’hotel Villa Gaia. Loredana Tiron morirà il 24, all’ospedale di Belluno.

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