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Saldi, partenza soft «È stata sbagliata la data del debutto»

I commercianti del centro: «Non si può partire di martedì». C’è chi chiede regole più precise per svendite e promozioni

BELLUNO. Partenza lenta per i saldi invernali. Complice la giornata iniziata con un meteo piuttosto uggioso, ieri mattina il centro storico di Belluno non “brulicava” di persone impegnate in acquisti. C’è chi dà la colpa alla data scelta per l’inizio delle svendite: «Aver dato l’avvio di martedì, anche se si tratta del giorno prima della festa dell’Epifania, non è stato molto azzeccato», sottolinea Miriam De Min, titolare di Soft Moda. «Come al solito, viene data la possibilità di lavorare bene ad outlet e grande distribuzione. Il commercio medio-piccolo viene penalizzato. Ho anche telefonato a un funzionario regionale della direzione commercio per esprimere il mio disappunto. Quella di oggi (ieri, ndr) è una giornata che preannuncia la chiusura di un ponte. Per partire bene si sarebbe dovuto scegliere sabato 2, come lo scorso anno, quando i saldi erano partiti meglio».

Dello stesso parere Roberto D’Incà, titolare di Robi Sport: «Certo, è stato scelto il giorno sbagliato, sarebbe stato meglio partire il sabato. Per me le vendite sono state in linea con quelle degli ultimi anni. Peccato che non ci sia la neve: fattore che farebbe la differenza nell’ambito dell’abbigliamento sportivo».

Guardando le vetrine del centro storico le fasce di sconto si aggirano nella maggior parte dei casi tra il 20 e il 50%. Ma c’è chi osa addirittura il 70% o chi propone delle maggiorazioni nelle promozioni fino alla giornata di domenica. L’opinione di Anna Bortoluzzi, gestrice del punto vendita della “Gas” di piazza Martiri, è che dovrebbero esserci più regole: «Tra l’altro, durante tutto l’anno vengono fatte promozioni di tutti i tipi ed è ovvio che anche l’avvio dei saldi venga percepito in modo diverso. La gente non “ci capisce” più nulla. Bisognerebbe regolarizzare il tutto in modo più incisivi».

«Sul tavolo c’è una “diatriba” tra chi dice che i saldi dovrebbero essere spostati in avanti, perché altrimenti la gente non compra a dicembre, e tra chi sostiene che ritardarli sarebbe un errore, dal momento che i negozi sono in crisi e i commercianti hanno bisogno di lavorare», riflette Sergio Valacchi, titolare dello storico negozio di scarpe, che quest’anno è partito prima con le svendite per il rinnovo del locale, ottenendo un buon riscontro. Soddisfatta anche Paola, titolare di “Tela blu”, di fianco al teatro, che parla di un «avvio saldi più che positivo».

Detto questo, nel periodo autunnale e pre-natalizio le vendite sono state in linea con lo scorso anno. Forse con qualche piccolo incremento, come evidenziato nei giorni scorsi anche da Vittorio Zampieri, presidente di Federmoda Belluno. «Un po’ ha influito il fattore climatico e forse tra la gente c’è un leggero velo in più di ottimismo e tranquillità», aggiunge Miriam De Min. «Per parlare di ripresa, però, è presto. Intanto vedremo

come andranno questi 60 giorni di saldi invernali».

La percezione è che il consumatore stia diventando sempre più accorto: «La gente è attenta e, visto il periodo, compra magari un capo in meno, ma di qualità migliore. E in generale non c’è sperpero», sottolineano dal punto “Gas”.

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