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CESIOMAGGIORE

Cinque indagati per le minacce di morte a due fratelli

Sono sotto accusa per il tentativo di estorsione: avevano chiesto 50 mila euro a due sedicensi

CESIOMAGGIORE. Una banda di estorsori. Quattro balcanici e un’italiana sono accusati di estorsione aggravata nei confronti di due fratelli di Sedico. L’albanese Endrit Zeqja era stato arrestato in flagrante dalla polizia di Belluno la mattina del 19 maggio, a Busche, e i quattro complici sono stati indagati grazie a intercettazioni, tabulati telefonici, controlli e pedinamenti, che hanno portato a delle perquisizioni con relativi sequestri: la fidanzata Giulia Fusetto, il macedone Nediat Miftaroski, il kosovaro Mendurim Vehapi e l’altro albanese Francesko Lila. Secondo la procura della Repubblica i cinque hanno minacciato di morte Patrik e Steven Calonego se non avessero consegnato 50 mila euro in due rate. In realtà, Zeqja ha cercato d’incassarne al massimo 1.500, prima di cadere nella trappola della questura ed essere ammanettato.

Chiuse le indagini: il piano era stato escogitato dallo stesso Zeqja, che in seguito ha fatto anche da intermediario tra i complici e i fratelli. In quel giorno di maggio l’uomo si è fatto accompagnare a Busche dalla Fusetto perché bisognava incassare questi soldi. Miftaroski aveva minacciato di persona sia Patrik che Steven in un incontro avvenuto, non si sa ancora perché, a Thiene, in provincia di Vicenza, e Vehapi ha riservato lo stesso trattamento a Patrik in due telefonate. Lila era pronto a fare la voce grossa con questa stessa vittima se ce ne fosse stato bisogno. Le minacce erano di morte e la richiesta di 50 mila euro, ma non tutti subito. I cinque sembravano sicuri di poter spuntare tutti questi soldi, ma non avevano fatto i conti necessari.

Non immaginavano che le vittime si rivolgessero alla polizia per denunciare le pressioni psicologiche e le richieste di denaro. Le indagini hanno permesso di organizzare un tranello: nel giorno fissato per la consegna, alcuni poliziotti in borghese si sono appostati nel parcheggio lungo la statale 50, all’altezza di Lattebusche e bar Bianco. Aspettavano soltanto di vedere quella busta bianca con dentro i contanti passare dalla mano di uno dei due fratelli a Zeqja. Cosa che si è verificata puntualmente e ha fatto scattare l’arresto in flagranza di reato. L’uomo è stato portato nel carcere di Baldenich, a quel punto l’inchiesta

si è concentrata sui suoi complici. La questura è risalita alle altre quattro persone che dovranno a loro volta rispondere di estorsione aggravata, perché commessa da più persone insieme, anche se in definitiva non hanno avuto nemmeno un euro da due ragazzi, che sono stati più furbi di loro.

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