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Orari falsificati: poliziotto va a processo

Il gup ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio per un assistente della questura. L’agente è accusato di falso, truffa allo Stato e abbandono del posto di servizio

BELLUNO. Un poliziotto a processo. Rinviato a giudizio l’assistente Michele Menestrina con l’accusa di falso ideologico commesso da un pubblico ufficiale in atto pubblico, truffa aggravata ai danni dello Stato e abbandono del posto di servizio. Ieri mattina il giudice per le udienze preliminari Sgubbi ha accolto la richiesta del procuratore Pavone e la prima udienza del dibattimento è stata fissata per il 12 aprile. L’agente era stato segnalato da un collega e le indagini preliminari sono state svolte, in tempi veloci, dai vicini di ufficio della Digos.

La difesa l’ha definita «una ritorsione da parte di un collega» ed è convinta di poter dimostrare l’innocenza del proprio assistito, ma intanto dovrà preparare una lista di testimoni in grado di smontare l’accusa. I fatti contestati dalla procura della Repubblica sono racchiusi in 19 episodi tra i primi di maggio e la fine di luglio dell’anno scorso. L’uomo, che è in servizio all’ufficio tecnico e logistico della Questura è accusato di aver falsificato i fogli di presenza. Avrebbe dichiarato di essere al lavoro in orari diversi da

quelli veri e certificati. Nel fogli di servizio, si trovavano orari programmati d’ingresso e uscita, che non coincidevano con il servizio effettivamente svolto. Per la procura, questi fogli venivano falsificati per farsi pagare non solo degli straordinari, ma anche normali ore mai lavorate.

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