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Belluno

Alpini e volontari per cancellare le scritte

L’operazione «Puliamo la città!» parte alle 9 in stazione. Sacchet: «Ma i muri li sistemeranno i writer»

BELLUNO. Chiamala street art, arte di strada. Per gli alpini (e non solo per loro) sono scarabocchi. Vernice spray sprecata, per mettere la propria firma su ogni centimetro pulito di muri, pensiline, cassette e cassonetti. In gergo si chiama tag.

Ma stamattina parte l’operazione «Puliamo la nostra città!» con raduno alle 9 al piazzale della stazione. Armati di diluente, guanti e stracci, i volontari ci daranno dentro fino all’ora di pranzo, per dare una ripulita. Una specie di domenica di controcultura adulta e non giovanile: via i vari Pongo, Ash, Morto, Rok, Dubster, Fuoco, Iraq, Skr, Dbrain e compagnia imbrattante.

L’iniziativa parte da Michele Sacchet, l’agente immobiliare che si è visto derturpare la vetrina dell’agenzia di via Caffi, e dai gruppi Ana di Salce, Sois, Tisoi, Cavarzano, Castion e Centro storico: «Mi auguro che saremo in tanti. Le amiche penne nere mi hanno garantito almeno due o tre persone per gruppo e sono curioso di vedere la risposta della città a quello che è diventato un problema di decoro urbano. Nel frattempo devo ringraziare il negozio Forza 2 e un privato, che ci hanno messo a disposizione il materiale necessario a fare pulizia».

«Non ci saranno vernici, perché i muri dovranno essere bonificati dai responsabili degli imbrattamenti. Oltre tutto, sono muri privati e non abbiamo né i permessi né i colori necessari. Noi avremmo voluto partire dalla sede alpina di via Tissi, ma i lavori in corso ci hanno consigliato di occuparci, tanto per cominciare, delle pensiline degli autobus di via Dante, che sono ricoperte di chissà quante scritte colorate. Non sono una bella cartolina della città per chi arriva in treno ed esce dalla stazione, accanto alla Gabelli e al Tiziano. Faremo un bel giro, almeno fino in fondo a via Feltre, dove il paravento all’altezza della rotatoria è, a sua volta, impresentabile».

La fatica, se ci sarà, sarà condivisa da tante braccia: «Non è per niente difficile rimuovere queste scritte dalle superfici lucide, naturalmente con gli strumenti giusti. Sono sicuro che faremo un buon lavoro, con la speranza che i colpevoli capiscano e non ce lo facciano ripetere».

Il sindaco Jacopo Massaro e il comandante della polizia locale Gustavo Dalla Ca’ conoscono nomi e cognomi di Pongo e Ash e sarebbero vicini a individuare altri ragazzi dalla bomboletta selvaggia: «Sappiano di chi

si tratta, grazie a conoscenze personali e immagini della videosorveglianza e chissà che si riesca a metterli al lavoro, con buona pace dei rispettivi genitori. Qualcuno avrebbe già chiesto scusa, ma qualcun altro sembra convinto di aver ragione e davvero non me lo spiego». (g.s.)

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