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Emergenza idrica, 34 i comuni a rischio

La situazione peggiore a Cencenighe: se non dovesse piovere da qui a un mese sarà necessaria l’erogazione oraria

BELLUNO. Sono 34 i comuni a rischio idrico in provincia di Belluno. La situazione più grave resta quella di Cencenighe, dove la Prefettura paventa, in caso di assenza di precipitazioni, la possibilità di un’erogazione oraria dell’acqua.

Sono state recapitate ieri, via mail, a tutti i sindaci le lettere contenenti la “nota di dettaglio in relazione alla problematica idrica”. Nota che è stata stilata in base alle rilevazioni che - in via d’urgenza - Bim Gsp ha eseguito la settimana scorsa in tutto il territorio. La lettera riporta sommariamente il rapporto dell’Arpav, evidenziando l’anomalia climatica che ha portato a condizioni di siccità come non si vedevano dal 1870 e a una diminuzione delle portate dei corsi d’acqua tale da creare condizioni di «indubbia criticità con evidenti riflessi sotto il profilo dell’approvvigionamento idrico», si legge. La nota prefettizia - oltre a evidenziare che «se la siccità dovesse protrarsi ancora a lungo, l’intero sistema acquedottistico provinciale potrebbe essere messo in crisi, anche se è difficile ad oggi prevederne tempi, modi e utenze servite” - invita ancora i primi cittadini ad adottare o mantenere le ordinanze per limitare i consumi.

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Il report di Bim Gsp. La relazione sulla situazione dell’acqua in provincia redatta da Bim Gsp il 7 gennaio è articolata in cinque aree: Feltrino, Valbelluna, Alpago-Zoldano, Agordino e Cadore-Comelico. Ogni comune è stato giudicato in base a quattro situazioni idriche: quelli “sotto controllo” (acquedotto a regime normale) sono stati contrassegnati in bianco; i comuni “potenzialmente critici” (si evidenziano cali di portata) sono di colore giallo; quelli in situazione critica (è possibile il supporto delle autobotti) sono segnati in arancione; infine, le situazioni di emergenza (dove è necessario un intervento immediato con limitazione oraria e possibile supporto di autobotti) in rosso.

Feltrino. I Comuni che, se non dovesse piovere, si troveranno in situazione potenzialmente critica (giallo) entro 10 giorni o critica (arancione) entro un mese sono quattro: Arsiè , Feltre (località Zermen, Cart, Vignui, Vellai, Lasen e Arson) Fonzaso, Lamon. Da qui a un mese, ad avere problemi (giallo) saranno anche i comuni di Pedavena, San Gregorio e Sovramonte.

Valbelluna. Va meglio in Valbelluna, dove si potrebbero avere criticità entro un mese solo nelle frazioni di Belluno di Col di Roanza e in quelle sudorientali tipo Tisoi. A Mel possibili problemi in località Cordellon.

Alpago-Zoldano. I problemi potrebbero sorgere tra un mese soprattutto a Farra d’Alpago, Longarone, Ospitale, Perarolo, Pieve d’Alpago, Puos d’Alpago e Tambre. Mentre per Ponte nelle Alpi entro un mese la situazione potrebbe diventare critica (arancione).

Agordino. Se non dovesse pioverà entro 10 giorni a risentirne fortemente sarà la zona centrale di Cencenighe (arancione), rifornita dalla sorgente di Coi; se la pioggia non dovesse vedersi per un mese, il comune entrerà in stato di emergenza, tanto da dover erogare l’acqua per fasce orarie da concordare col sindaco. Anche per Rivamonte e per il resto di Cencenighe da qui a un mese la situazione potrebbe diventare critica.

Cadore-Comelico. In quest’area Pieve di Cadore potrebbe passare da qui a un mese da una situazione potenzialmente critica a una critica. Potrebbero ricorrere alle autobotti anche Auronzo (per Misurina e San Marco) Borca, Comelico Superiore (località Valgrande), località Sottocastello e Pozzale a Pieve di Cadore, San Pietro (Costalta), Santo Stefano (Casada e Costalissoio), Sappada (Cima Sappada) e Vodo.

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