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Finto tecnico Lottomatica messo in fuga dalla titolare

Gosaldo. Truffa sventata dalla prontezza della proprietaria del bar dal Vecia «Ho chiamato la società per avere chiarimenti e a quel punto lui si è dileguato»

GOSALDO. La sua visita era stata addirittura annunciata al telefono, la settimana scorsa, ma non aveva fatto i conti con la scaltrezza della titolare dell’esercizio che, appena lo ha visto, ha contattato la “casa madre” costringendolo a una repentina ritirata.

Teatro di una tentata truffa è stato ieri pomeriggio il bar Dal Vecia, storico punto di ritrovo per la comunità di Sarasin e dintorni, dove un finto dipendente di Lottomatica (presumibilmente lo stesso che la scorsa settimana aveva firmato il colpo da seimila euro in una ricevitoria di Longarone) è stato smascherato dalla titolare dell’esercizio. «La settimana scorsa ho ricevuto una telefonata che mi era subito sembrata strana», racconta decisa la signora Morena. «Dall’alta parte della cornetta la voce di una donna che si era presentata come la dipendente di non ricordo quale ufficio di Lottomatica e che mi annunciava la visita, di lì a qualche giorno, di un tecnico della società. Insospettita, messo giù la cornetta avevo subito contattato Lottomatica, che aveva confermato i miei dubbi: non erano loro, i loro tecnici vengono inviati solo in presenza di problemi segnalati dalle ricevitorie. A quel punto ho chiesto come mi dovevo comportare e mi era stato detto che, nel caso qualcuno si fosse effettivamente presentato, di ricontattarli subito per un’immediata verifica».

E così ha fatto la signora Morena. Ieri pomeriggio, «erano circa le 15.30, si è presentato un signore sulla cinquantina, di bassa statura, distinto, vestito elegante, con occhiali, cappello e borsetta nera. Era chiaramente italiano, ma l’accento non era veneto. Si è subito qualificato, gentile, come il tecnico di Lottomatica annunciatomi al telefono qualche giorno prima. Non me l’aspettavo, ma inquadrata la situazione gli ho chiesto di attendere un momento, giusto il tempo di contattare Lottomatica. Il tecnico, falso a questo punto, non si è scomposto: ha detto che non c’erano problemi e che intanto andava a prendere il tesserino che aveva lasciato in auto. Ma una volta uscito dal bar non si è più visto. Alcuni ragazzi che sostavano in quel momento fuori dal locale mi hanno riferito di averlo visto percorrere a piedi un centinaio di metri, salire su una vettura parcheggiata a bordo strada, una Kia bianca, e dileguarsi».

Una prontezza di spirito che ha evitato una possibile (probabile) truffa. «Lottomatica ci ha sempre raccomandato attenzione nel caso si presentassero episodi analoghi e nei giorni scorsi avevo letto sul Corriere delle Alpi della truffa subita da una

ricevitoria di Longarone. Mi sono solo pentita di non aver subito chiamato i carabinieri, non avrei dovuto dire al finto tecnico che stava contattando Lottomatica. Mi spiace, non ci ho pensato subito, ma quando mi sono trovata di fronte quell’uomo sono stata presa dall’agitazione e dall’ansia».

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