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Precari brevi e di ruolo senza stipendio

I primi non hanno percepito un euro da settembre, gli insegnanti di potenziamento lavorano “gratis” da novembre

BELLUNO. I supplenti bellunesi battono cassa. Sono circa cinquanta quelli che da settembre attendono di percepire il tanto sospirato stipendio e i sindacati minacciano di adire le vie legali. «Il ministero è in forte ritardo sui pagamenti e la maggior parte dei docenti che hanno supplenze brevi attendono da settembre di essere pagati», grida Walter Guastella, segretario della Flc Cgil. «Ora basta, abbiamo già inviato una serie di diffide, se entro il 23 gennaio non dovessero arrivare i soldi, andremo dal giudice del lavoro per richiedere un decreto ingiuntivo».

Una situazione che non è più ammissibile e che fa sollevare le proteste degli interessati, persone che, pur lavorando, devono vivere senza un soldo da mesi.

Il fenomeno è molto diffuso e fuori controllo: ora, a denunciare il mancato pagamento degli stipendi si aggiungono i docenti assunti nella tornata di novembre come potenziamento. A lanciare l’allarme è l’Anief, che manda un ultimatum al Miur, perché venga sbloccata al più presto questa situazione. «Non riusciamo a capire per quanto questa situazione potrà andare avanti. Mi chiedo come si possano lasciare 8 mila persone lontane da casa», dice Marcello Pacifico, presidente dell’associazione, «con spese e spese a cui far fronte senza stipendio e senza una data di quando la situazione si risolverà? E tutto questo accade perché la pubblica amministrazione non riesce a dialogare ai vari livelli. Dal ministero dell’Istruzione non riescono a trasmettere e quindi poi anche a vidimare i rendiconti inviati dalle segreterie delle varie scuole per poi trasmetterli al ministero dell’Economia e finanze che dovrebbe procedere al pagamento».

Parlando di precari, si fa avanti l’altro pasticcio, quello che riguarda i docenti abilitati iscritti nelle graduatorie di seconda fascia di istituto. Per loro, infatti, non c’è stata alcuna possibilità di passare tra gli insegnanti in ruolo all’interno del piano straordinario di assunzioni voluto dal governo quest’anno. «E adesso per loro si prospetta, oltre al danno, anche la beffa: perché per poter passare di ruolo dovranno superare il concorso che dovrebbe uscire a breve. E non è detto che ci sia spazio», sototlienano Guastella e la collega dello Snals, Milena De Carlo. «Con le prossime assunzioni, infatti, il governo pescherà sia dalle graduatorie a esaurimento sia dal concorso. E ancora una volta, per chi non passerà la prova d’esame, non ci sarà possibilità di avere il posto fisso».

In provincia a trovarsi in questa delicata situazione sono una trentina di persone, un numero limitato certo, ma dietro ai numeri ci sono vite, storie e desideri di poter essere autonomi e soprattutto di avere un lavoro stabile. «Siamo di fronte a un sistema dove le ingiustizie sono all’ordine

dle giorno», dice De Carlo, «perché per un periodo valgono delle regole, poi ne subentrano altre che cambiano totalmente le precedenti e chi si trova in mezzo sono i docenti che restano così a piedi. Per questo nutro dei forti dubbi su questa riforma della scuola».

Paola Dall’Anese

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