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Stalking ai paesani di Sois e Bes: chiesto quasi un anno

L’imputato ha scritto una lettera di scuse alle sue vittime ma la procura vuole una condanna pesante

BELLUNO. Stalking a un’intera frazione. Otto cittadini di Sois e Bes hanno portato in tribunale R.D.P. per atti persecutori. Il difensore Fogliato aveva scelto il rito abbreviato e ieri mattina il pubblico ministero D’Orlando ha chiesto una condanna a 11 mesi e 20 giorni. Quasi un anno, insomma, e meno male per l’imputato che il rito alternativo prevede lo sconto di un terzo della pena. Il giudice per le udienze preliminari Sgubbi ha rinviato a venerdì per le eventuali repliche di accusa e difesa, dopo di che pronuncerà la sua sentenza.

Al terzo piano del palazzo di giustizia, non c’erano tutti e otto i paesani che l’hanno denunciato e non si sono costituiti parte civile, perché non possono sperare in un risarcimento danni economico ma solo in termini di serenità e quieto vivere. In ogni caso, i presenti non sono stati sentiti, perché tutto il processo si concentra sul fascicolo del pubblico ministero. Ed è proprio questo che contesta la difesa.

Secondo Fogliato, tra il 2014 e lo scorso anno gli episodi contestati sarebbero soltanto due, nel frattempo il suo assistito ha scritto una lettera a tutte le vittime, nella quale si scusa e promette, d’ora in avanti, un clima molto più tranquillo tra tutti i residenti. Quanto all’assistente sociale interpellato, garantisce che l’uomo non è aggressivo, quindi non rappresenta un pericolo per i vicini. Una condanna del genere sembrerebbe eccessiva a chi ha chiesto l’assoluzione.

Ad ogni modo, il pubblico ministero ha presentato la sua richiesta, dopo che l’imputato ha violato l’ammonimento del questore. Quello che viene contestato a R.D.P. è sia in azioni che in parole. Ad esempio, affermazioni come «ti mangio la casa» e minacce tipo «devono stare attenti a quello che dicono o la pagheranno» oppure atteggiamenti censurabili o rischiosi, che hanno creato in loro un senso di ansia e di preoccupazione. O che li hanno addirittura costretti a cambiare abitudini di vita, per non rischiare d’imbattersi nell’uomo e non subire altre angherie. Tutto quello che configura il reato di stalking. Per contro, è capitato

che anche gli otto si siano visti trascinare davanti al giudice di pace per ingiurie. Un clima insopportabile, da finestre chiuse e la speranza di non fare brutti incontri in strada, che hanno portato l’imputato fino in tribunale.

Tra meno di una settimana, si saprà come va a finire.

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