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SANTA GIUSTINA

Battaglia legale sui conti da pignorare

In tribunale il Comune di Santa Giustina chiede il ristoro ambientale di due anni mettendo alle strette Dolomiti Ambiente

SANTA GIUSTINA. La contesa giudiziaria del comune di Santa Giustina, a difesa del ristoro ambientale legato alla presenza sul suo territorio dell’impianto di trattamento rifiuti di Maserot, ha segnato in questo giorni un nuovo passaggio, sull’altro fronte rispetto a quello, finora più rumoroso, della controversia sulla spettanza del ristoro ambientale per il 2015. In Tribunale civile a Belluno giovedì mattina è stato discusso il ricorso di Dolomiti Ambiente contro il pignoramento avviato dal Comune sui suoi conti correnti, finalizzati al recupero del ristoro deliberato dalla Provincia per gli anni 2013 e 2014. La delibera della Provincia, datata fine anno 2014, sanciva che al Comune che ospita la struttura spettavano 150.000 euro per ognuno dei due anni, una somma che la società non era in grado di versare, principalmente a causa della morosità di alcuni comuni nel pagamento delle quote previste a questo titolo.

Per recuperare, almeno in parte, questa somma, il Comune, attraverso un primo passaggio in Tribunale, ha avviato il pignoramento di uno dei conti correnti dell’ente. Questo provvedimento esecutivo è stato impugnato, appunto, e giovedì davanti al giudice le due parti hanno esposto le loro ragioni, e sono ora in attesa del pronunciamento. Da parte del Comune c’era un cauto ottimismo, in quanto, a parte la regolarità formale della procedura, la recente delibera della Provincia, che invita i Comuni a saldare i debiti con la società, è un elemento che conferma la spettanza di questi fondi e il fatto che debbano essere pagati.

Il sindaco Ennio Vigne ha ribadito in più occasioni di non voler pregiudicare la funzionalità di Dolomiti Ambiente, ma la sua inerzia ha spinto l’ente ad avviare il pignoramento di un altro conto corrente, con l’intento di cercare di rientrare dei fondi spettanti ma che non si riesce a ottenere. Questa vicenda giudiziaria viaggia in parallelo con l’altra, relativa al ristoro ambientale per il 2015. «Il provvedimento della provincia che lo quantifica pari a zero è stato notificato mercoledì – chiarisce il sindaco – adesso lo valuteremo in conferenza dei capigruppo per capire come muoverci. Rimane il fatto che ci stupisce come è stata gestita questa operazione dalla provincia, almeno ci aspettavamo una telefonata per preannunciarlo.

E dobbiamo cominciare a ragionare sull’annualità 2016, di cui non si è ancora parlato».

Visto le premesse del provvedimento per il 2015, il fatto che a fine anno i comuni hanno chiuso i bilanci, le preoccupazioni sono più che fondate.

Anna Apollonia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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