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FUSIONI

Diecimila alle urne per avere un futuro

Alpago e val di Zoldo al voto: domani seggi aperti dalle 7 alle 22

BELLUNO. Più di 10 mila bellunesi alle urne per compiere un grande passo. Domani i cittadini di Forno di Zoldo, Zoldo Alto, Farra d’Alpago, Pieve d’Alpago e Puos d’Alpago saranno chiamati a decidere se rimodellare i confini comunali e dare vita a un Comune unico nella val di Zoldo e portare a tre quelli della conca dell’Alpago. Tre, perché Chies e Tambre hanno già detto no alla fusione e ai benefici che essa potrebbe portare in termini amministrativi e, soprattutto economici.

Le urne apriranno alle 7, per chiudersi alle 22. Subito dopo - e le operazioni non dureranno a lungo - inizierà lo spoglio delle schede. Entro la mezzanotte dovrebbero arrivare i risultati. Parliamo di un referendum che non prevede il raggiungimento di un quorum, conterà quindi solo il numero di “sì” o di “no” alla fusione. Se in un Comune dovesse prevalere di poco il “No”, la decisione sulla fusione spetterà alla Regione. In caso di vittoria del “Sì”, lo statuto, redatto dai sindaci delle cinque amministrazioni comunali (due in val di Zoldo e tre in Alpago), rimarrà in vigore fino a quando non interverrà il consiglio del nuovo ente, che sarà chiamato a stabilire le nuove “regole”.

Qui Alpago. Dopo il nulla di fatto del 16 dicembre 2001, quando i cittadini di tutta la conca erano stati chiamati al voto per dare vita al comune unico dell’Alpago (il referendum era naufragato per il mancato quorum di Pieve d’Alpago e per la maggioranza dei no a Farra e Tambre), Farra d’Alpago, Puos d’Alpago e Pieve d’Alpago ci riprovano, orfani di Chies d’Alpago e Tambre. Farra (2.650 abitanti) conta 2.186 elettori, Puos (2.520 abitanti) 2.332, Pieve (1.872 abitanti) 1.709 elettori: sono circa 6.200, quindi, gli aventi diritto al voto nei tre Comuni in oggetto, dove di solito, considerando le ultime elezioni, si reca alle urne il 55%-60% degli iscritti alle liste elettorali. Nove i seggi: quattro a Farra, tre a Puos e due a Pieve.

Qui Val di Zoldo. Poco più di 4 mila gli zoldani chiamati a dire la loro sulla fusione tra Forno di Zoldo e Zoldo Alto. Cinque i seggi (tre a Forno e due a Zoldo Alto) pronti ad aprire i battenti domani alle 7. A Forno, i votanti (iscritti Aire compresi) sono 3.016 (1.518 uomini e 1.498 donne). La sezione n° 1 è ubicata in una delle aule della scuola media, i votanti sono 1.003; la seconda si trova a Pieve nelle ex elementari, 874 i votanti; la terza è sistemata nella scuola dell’infanzia a Dont, gli elettori sono 1.139. A Zoldo Alto i votanti sono 1.009 (500 uomini e 509 donne): nella sezione sistemata nelle elementari di Fusine i votanti sono 759; in quella di Goima si fermano a 250. A disposizione dei due comuni il servizio di trasporto gratuito ai seggi per gli anziani o per persone con difficoltà di deambulazione.

Le motivazioni. Semplificazione amministrativa, ma soprattutto vantaggi economici: sono queste le motivazioni che spingono i Comuni a unirsi, abbattendo campanilismi e scetticismi che sono propri delle piccole realtà. L'accorpamento dei municipi è incentivato da specifiche normative, con vantaggi diventati interessanti dopo che la Legge di stabilità ha previsto anche uno stop dell'omonimo patto per cinque anni e un ulteriore incremento dei trasferimenti erariali del 20% (40% in totale). Inoltre la legge regionale

del 2012 prevede che nel riparto delle risorse disponibili sia data preferenza alle fusioni rispetto alle forme associative, proprio con l'obiettivo di dare vita a un riordino territoriale non imposto dall'alto, ma scelto e condiviso con enti locali.

Ezio Franceschini

Mario Agostini

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