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Le manette alla fine della baruffa

Marocchino arrestato per resistenza alla polizia. Voleva lasciare la fidanzata e lei tenta il suicidio

BELLUNO. Marocchino in manette, tra grida, spintoni e anche un tentativo di suicidio. Prima vuole lasciare la fidanzata, poi la insulta e la minaccia e, quando interviene la polizia, comincia a proteggerla, avvertendo gli agenti di non avvicinarsi. Anche se prima di mettersi a difenderla, l’avrebbe buttata fuori con piacere dalla loro abitazione fatiscente, nella zona di Cavarzano. H.M., 32 anni, originario di Casablanca, ma residente in provincia di Vicenza, è ora in carcere a Baldenich, a disposizione della procura. Nelle prossime ore, l’udienza di convalida, nella quale il gip deciderà se convalidare o meno il provvedimento e la conseguente misura cautelare, anche su richiesta del pm.

Quella di domenica è stata una serata burrascosa. Sono le 22, quando una giovane donna bellunese di 26 anni si presenta agitata in questura, spiegando di aver litigato furiosamente con il proprio compagno e di aver paura di rientrare a casa da sola. Una volante della polizia la riaccompagna in un alloggio di fortuna, senza servizi e utenze, dove gli agenti indentificano l’uomo. Quando il maghrebino vede la ragazza, comincia a dirgliene di brutte, aggiungendo di volerla lasciare. Non l’avesse mai detto: in preda a una crisi isterica, lei comincia a gridare e soprattutto a correre verso una porta, per sfondare una vetrata con un pugno.

Prende un frammento di vetro e cerca di tagliarsi le vene, ma viene bloccata dai poliziotti, anche se continua a dimenarsi e a dire di voler farla finita. H.M. assiste alla scena e cambia improvvisamente atteggiamento. Non ce l’ha più con lei, ma se la prende con gli agenti. Ci scappano non solo offese e minacce, ma anche spintoni

per tenere lontani gli agenti: non devono avvicinarsi alla ragazza, che fino a pochi minuti prima avrebbe sfrattato, per di più dopo averle spezzato il cuore. A quel punto scatta l’arresto, con le manette ai polsi del marocchino che viene portato nella casa circondariale di Baldenich.

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