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LONGARONE

Bloccato dal ghiaccio, recuperato nella notte

Escursionista di 54 anni ritrovato dal Soccorso alpino sopra Longarone, non aveva l’attrezzatura adatta

LONGARONE. Lungo il percorso di rientro si è trovato la strada ostruita da lastroni di ghiaccio, finendo per rimanere incrodato. Si è concluso solo dopo le 3 della notte l’intervento di recupero scattato lunedì sera, verso le 19.30, in seguito al mancato rientro di un uomo uscito per un’escursione da Cajada verso il rifugio Settimo Alpini. A lanciare l’allarme era stata la moglie dell’escursionista (il 54enne V.P. di Pordenone), preoccupata perché non riusciva più a contattare il marito dalle 13. Attivato dalla centrale operativa del 118, il Soccorso alpino di Longarone ha fatto partire le squadre da Cajada, dove era stata rinvenuta parcheggiata l’auto dell’uomo, verso Forcella Caneva e Forcella Pis Pilon.

Mentre il personale del Cnsas di Belluno si incamminava per i sentieri 501 del Settimo Alpini e 511 di Casera Medassa, la donna era riuscita per un momento a mettersi in contatto con il marito: dopo un lungo giro, raggiunto il rifugio Settimo Alpini, l’escursionista stava tornando indietro, ma aveva perso il sentiero cercando di raggiungere una forcella. Inutili ulteriori tentativi dei soccorritori di parlare con lui, la linea telefonica cadeva ogni volta. Viste le temperature proibitive (termometro sceso nella notte a meno 15 gradi) è stata chiesto anche l’intervento di un elicottero dell’Esercito con visori notturni.

Poco prima delle 23, la squadra da Longarone ha intravisto la luce della frontale dell’uomo, in una zona tra Forcella Caneva e Pis Pilon, a circa 1600 metri di quota. Per i soccorritori è stato comunque complicato riuscire a raggiungere l’escursionista per la presenza di numerosi canali che costringevano a continui saliscendi. Una volta raggiunto il 54enne, riscaldato e rinfrancato, i soccorritori hanno appurato che stesse bene e fosse in grado di camminare autonomamente. L’elicottero dell’Esercito, in arrivo da Cervia, è stato quindi fatto rientrare. Di fronte alla pericolosità del rientro da Forcella Caneva, trasformata in uno scivolo di ghiaccio, i soccorritori hanno stato scelto di proseguire lungo il sentiero della Medassa, dove le squadre del Cnsas si sono ricongiunte per scendere a Ponte Mariano, raggiunto alle 2.15, per poi affrontare l'ultimo tratto in jeep. L'uomo è stato infine accompagnato in Cajada a recuperare la propria automobile.

Una disavventura causata ancora una volta dal ghiaccio. L'escursionista, infatti, indossando calzature leggere, era partito per un lungo giro

limitato a sentieri e pascoli. Una volta affacciatosi su Forcella Caneva, scorgendo il canale ricoperto da uno strato di ghiaccio impensabile da ridiscendere, aveva cercato di tagliare per Cima Tanzon, finendo incrodato, senza possibilità di avanzare o tornare sui propri passi. (ma.ce.)

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