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Botte e umiliazioni alla moglie: marocchino nei guai

L’uomo finisce a processo per maltrattamenti e lesioni gravi La donna colpita con un decoder e spinta dentro un wc. 

FELTRE. La moglie era un’asina. E come l’asina doveva subire in silenzio. Anzi, l’asina era meglio di lei. Parole virgolettate dalla procura della Repubblica di un marocchino di 48 anni trapiantato a Feltre, che è stato denunciato e portato in tribunale per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Ha trattato male per diversi mesi la moglie e non le faceva mancare le botte. La picchiava regolarmente, una o due volte al mese, anche in presenza dei tre figli minorenni. Gli episodi contestati vanno dal 2013 al settembre 2014 e hanno causato a questa donna di sei anni più giovane, ma cresciuta nella stessa città maghrebina dalle parti della capitale Rabat, condizioni di vita insostenibili.

La violenza psicologica poteva consistere in insulti e invettive pesanti. Gli inviti a stare zitta erano tutt’altro che garbati, perché quella non era più la sua donna, ma un’asina e si sa come si comportano questi animali votati alla fatica e all’ubbidienza: soffrono in silenzio e non si ribellano. Le umiliazioni erano continue e non si limitavano all’ambiente domestico: secondo l’accusa, l’uomo non si tratteneva nemmeno, quando c’erano altre persone. Trattava lei come una serva, mentre rispettava di più le altre donne, con le quali gli piaceva intrattenere in maniera ostentata ed evidente relazioni extraconiugali.

Quando non si scatenava contro di lei, se la prendeva con gli arredi e i soprammobili di casa, ad ogni modo non mancava la violenza fisica.

Nel settembre di due anni fa, è successo un episodio più grave degli altri, che è stato puntualmente contestato. L’uomo prende il decoder del digitale terrestre della televisione e lo scaglia contro di lei colpendola alla fronte. Non contento di aver fatto centro, la afferra per i capelli e la trascina di peso in bagno, dove proverà a infilarle la testa nella tazza, provocandole delle altre conseguenze, per fortuna, lievi. Capitava che i bambini assistessero a maltrattamenti e violenze sulla loro madre oppure non ci fossero perché a scuola o fuori di casa,

ad ogni buon conto si tratta di un’aggravante.

Nell’udienza filtro di ieri mattina, il giudice Coppari ha raccolto le liste dei testimoni presentate dal pubblico ministero Rossi e dal difensore De Vecchi, rinviando per le prime audizioni al mese di maggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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