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Teatro

“Rumore di acque”, a teatro il dramma dell’emigrazione

Sabato alle 21 l’appuntamento con la rassegna “Belluno Miraggi” di Slow Machine

BELLUNO. Dopo il successo di Ascanio Celestini, il cartellone “Miraggi” di SlowMachine, propone sabato alle 21 uno spettacolo di forte impatto emotivo e di indiscutibile attualità: “Rumore di acque” della Compagnia “Teatro delle Albe” che ha avuto il patrocinio di Amnesty International.

Il testo, scritto dal regista Marco Martinelli assieme a Ermanna Montanari, porta in scena Alessandro Renda accompagnato dalle musiche originali eseguite dal vivo dai Fratelli Mancuso. Proprio mentre si sta mettendo in discussione il trattato di Schengen, “Rumore di acque” ci racconta la tragedia delle traversate attraverso la voce cinica e spietata del “Generale”, un dramma che Martinelli, emiliano di nascita, scrive dopo aver trascorso alcuni anni in Sicilia dove ha visto da vicino la disperazione e la morte dei profughi.

Quel generale, che Martinelli definisce un “medium monologante”, è solo in un'isola sperduta del Mediterraneo, ma è circondato dal popolo degli annegati, i morti che lo tormentano e non lo lasciano in pace. È assediato dai loro volti, dalle loro voci che gridano per essere ricordati come persone, non come i numeri che egli vorrebbe ridurre a statistica. «Che cos'è la cultura?», ci chiede il drammaturgo. «Che cos'é il teatro, da Sofocle a Brecht, se non un cerchio ideale in cui l'umanità riflette sulla violenza e sulle contraddizioni drammatiche che la lacerano? Questo, a mio avviso, significa prendere sul serio le parole “cultura” e “teatro”, affrontando i nodi “capitali” della propria epoca. E tra questi, la tragedia dei migranti e dei profughi. Di fronte a questi “sacrifici umani”, a questa ecatombe senza fine, cosa può fare il nostro Vecchio Continente? L'Europa è davanti a una sfida che mette in gioco la sua stessa esistenza: deve dimostrare di essere all'altezza di questo momento storico e decisivo al fine di delineare la propria identità. Un'Europa delle merci e dei burocrati, un'Europa impaurita in balia dei populismi arroganti, o un'Europa dei valori veri e della solidarietà come fondamento indispensabile di civiltà?».

I Fratelli Mancuso, con la loro musica, con le voci antiche che sembrano gridare il dolore di questa umanità dal profondo del mare, riescono a sottolineare e contrastare la crudeltà del monologo con una colonna sonora simile alla musica sacra. A fine spettacolo, ci sarà un dibattito

condotto da Rajeev Badhan, direttore di Miraggi, con gli artisti di “Rumore di acque”.

Biglietti in platea e prima galleria interi 22 € - ridotti 18 €; loggione interi 15€ - ridotti 12 €. Le riduzioni sono riservate ai giovani fino ai 30 anni e ai maggiori di 65. Info: 328-9252116.

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