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Incendio in casa, muore un 95enne

Il corpo di Giulio Pomarè trovato dai vigili del fuoco allertati dai vicini: vedovo da tempo, stava per andare in casa di riposo

SANTO STEFANO DI CADORE. Una tragica fatalità se l’è portato via nell’anno del suo 95esimo compleanno. Giulio Pomarè, uno degli abitanti più anziani della frazione di Campolongo, è stato trovato morto ieri mattina nella sua casa, vittima di un incendio che si era sviluppato nella notte.

A dare l’allarme, intorno alle 10, è stata una signora che gli dava una mano nelle faccende domestiche. Arrivata nei pressi della sua abitazione, in via Grandelis a Santo Stefano di Cadore, ha notato del fumo e ha allertato i vigili del fuoco. Al loro arrivo i pompieri hanno trovato la casa invasa dal fumo e il corpo di Giulio Pomarè, classe 1921, a terra privo di vita.

Non è chiaro cosa abbia provocato la morte dell’anziano, che viveva da solo dopo la morte della moglie. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto il fuoco si sarebbe sviluppato nella notte, probabilmente a causa di un tizzone partito dalla stufa a legna. Le fiamme avrebbero interessato il materasso che si trovava nelle vicinanze, in una stanza usata dall’anziano per le attività quotidiane. Il vedovo avrebbe cercato di spegnere l’incendio con dell’acqua, senza però riuscirci. È stato trovato a terra, senza vita, con delle ustioni sul corpo. Il fuoco ha continuato a covare per delle ore, annerendo le pareti e producendo molto fumo: non ha interessato lo stabile e, non trovando ossigeno a causa delle tapparelle chiuse, si è praticamente spento da solo. Oltre ai vigili del fuoco sono arrivati sul posto anche i carabinieri di Santo Stefano di Cadore per i rilievi. Vista la causa accidentale della morte, è stato dato il nulla osta alla sepoltura della salma che è stata messa a disposizione della famiglia. Non verrà disposta l’autopsia, l’unica in grado di accertare l’esatta dinamica della morte.

Al di là delle ipotesi, rimane lo sgomento dell’intero paese che negli anni era sempre rimasto vicino a Pomarè. Vedovo da tempo, aveva una figlia che abita in Cadore e un figlio in Sardegna. Nonostante l’età avanzata era autosufficiente: viveva da solo e usciva per fare la spesa o andare a messa. Le sue giornate erano scandite dalle tante persone che lo andavano a trovare. Da quelle che lo aiutavano nelle attività quotidiane, come i pasti o le faccende domestiche, agli amici che non mancavano mai di fargli visita. Adriano De Zolt, organista e direttore del coro Peralba e del coro parrocchiale, era una presenza

costante nella sua vita e passava a trovarlo con regolarità. Pochi giorni fa, all’inizio di gennaio, era venuto a mancare il fratello Mario, che viveva in Francia. Recentemente Giulio aveva iniziato a riflettere sulla possibilità di spostarsi in casa di riposo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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