Quotidiani locali

Monitoraggio sismico dal Comelico all’Agordino

L’Arpav ha inviato ai Comuni un report dopo cinque anni di funzionamento delle stazioni dislocate nel Bellunese con il riepilogo delle scosse dal 2011

BELLUNO. Il terremoto di Verona del 24 gennaio 2012, quello di Reggio Emilia del 27 gennaio 2012, poi seguito dal disastroso sisma del 20 maggio, sempre dello stesso anno, in Emilia Romagna, con il suo lungo sciame sismico.

Il dipartimento provinciale dell’Arpav ha fornito nei giorni scorsi ai Comuni che ospitano le stazioni sismometriche un report sul loro quinto anno di funzionamento, riepilogando anche i sismi registrati in nord Italia dal 2011 in poi.

Si tratta delle stazioni ubicate a Ponte nelle Api, nelle pertinenze della scuola secondaria di primo grado “Pertini”, in località Canevoi, a Danta di Cadore, nei pressi del cimitero comunale, a Falcade, in adiacenza alla stazione Arpav di Passo Valles.

L’attività di monitoraggio rientra nel progetto europeo Interreg IV Italia-Austria denominato “Hareia”, che vede come partner attivo, appunto, l’Arpav. Un progetto che ha avuto come obiettivo quello di aumentare la conoscenza della sismicità delle Alpi Sud Orientali attraverso un migliore monitoraggio sismico del territorio, lo studio della sismicità storica e il calcolo di scenari realistici di scuotimento del terreno.

Un migliore monitoraggio sismico del territorio Veneto è stato ottenuto mediante la realizzazione di tre stazioni sismometriche “strong motion”, ubicate in punti strategici della provincia di Belluno e direttamente connesse alla rete regionale e trans-frontaliera. Le stazioni di Ponte, Danta e Falcade sono entrate in funzione nel dicembre 2011, prima della conclusione formale del progetto europeo. Attualmente è in fase di definizione una convenzione tra Arpav e Dipartimento della protezione civile nazionale per l’entrata delle stazioni nella Rete accelerometrica nazionale (Ran). Le stazioni ubicate in territorio bellunese sono dotate di sensore sismometrico “Basalt” Kinemetrics, effettuano un monitoraggio continuo con acquisizione in tempo reale delle forme d’onda generate dai terremoti.

I sismogrammi vengono trasmessi ai centri di monitoraggio sismico della rete transfrontaliera, insieme a quelle provenienti dalle altre stazioni della rete. Attualmente i dati vengono archiviati nei diversi database esistenti presso questi centri.

Le stazioni, insieme ai terremoti rilevati, hanno successivamente continuato a monitorare l'attività sismica dell'area di pertinenza, fornendo dati utili a livello scientifico. Nel 2015 le stazioni hanno complessivamente funzionato regolarmente, con eccezione della stazione di Danta che, alla fine del 2015, ha avuto e ha tuttora alcuni malfunzionamenti legati alla trasmissione dati. Problematiche che sono attualmente in fase di risoluzione. La stazione di Ponte nelle Alpi ha avuto una brevissima interruzione nel suo funzionamento a causa di problemi di alimentazione subito risolti.

Contestualmente è stato anche effettuato un intervento di impermeabilizzazione del pozzetto per evitare delle infiltrazioni

dovute al ritiro del calcestruzzo. L’Arpav conferma comunque la buona funzionalità sismometrica realizzata con “Hareia”. Nel complesso la stazione di Ponte ha funzionato nel 2015 per 360 giorni, quella di Danta per 330 e quella di Falcade tutti i giorni dell’anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Belluno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NUOVO SERVIZIO

Promuovi il tuo libro su Facebook