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Aria scadente a Belluno, pessima a Feltre

Già 21 superamenti del limite dall’inizio dell’anno con valori vicino ai 100 microgrammi. «Riserve d’acqua in esaurimento»

BELLUNO. Aria scadente a Feltre. Ma non è buona neppure a Belluno, negli ultimi tre giorni. E perfino a Pieve d’Alpago sono stati superati i limiti di 50 microgrammi per metro cubo.

Nell’area feltrina i superamenti dall’inizio dell’anno sono stati 21 (c’è un limite annuale di 35 oltre il quale dovrebbero essere presi dei provvedimenti). A Belluno i superamenti, finora, sono stati 6, a Pieve d’Alpago 3.

Ma sono i dati raggiunti della concentrazione dei Pm10 che devono preoccupare: a Feltre, come si vede anche nelle tabelle pubblicate qui a fianco, si sono toccati i 90, 89, 92 microgrammi per metro cubo, sicuramente tra i dati peggiori raggiunti negli ultimi anni. Manca poco a Feltre per raggiungere i 100 µg, limite oltre il quale la qualità dell’aria viene considerata pessima.

Tutta colpa di una situazione di tempo estremamente stabile, da almeno tre mesi, senza precipitazioni significative, anzi praticamente assenti, senza ventilazione importante. E con previsioni sicuramente non incoraggianti. Anzi la giornata di oggi dovrebbe essere ancora peggiore: secondo le previsioni dell’Arpav «dal primo febbraio si rafforzeranno ulteriormente le condizioni favorevoli al ristagno degli inquinanti».

La situazione bellunese, e in particolare feltrina, pur scadente, resta comunque sempre ben lontana da quella delle altre città venete, dove il limite viene ampiamente superato tutti i giorni, assestandosi sempre oltre i 160-170 µg al metro cubo. Lungo e articolato l’elenco dei consigli che vengono diffusi dall’agenzia regionale per l’ambiente del Veneto, rivolti ai cittadini ma anche alle amministrazioni locali per tentare di contenere gli inquinanti, con comportamenti più adeguati. L’invito è a ridurre l’utilizzo delle auto, usandole solo per gli spostamenti necessari e preferendo i mezzi pubblici; spegnere i motori durante le soste (passaggi a livello, fasi di scarico e carico delle merci); ridurre le ore di funzionamento degli impianti di riscaldamento; ridurre l’uso delle stufe a legna o dei caminetti, se nell’edificio ci sono altri sistemi di riscaldamento (a metano, ad esempio); evitare qualsiasi falò all’aperto (comunque vietato dalle ordinanze regionali e comunali).

Siccità. Di pari passo all’inquinamento va la siccità. Anche ieri sono continuati i rifornimenti dei vigili del fuoco in alcune zone che sono ormai da settimane in piena emergenza, cioè Cencenighe, Ponte nelle Alpi e Sovramonte.

Il sindaco di Cesiomaggiore, Michele Balen, ha postato un messaggio su Fb in cui senza mezzi termini spiega: «Le riserve sono in esaurimento e si tratta di una situazione mai affrontata nel nostro territorio da non sottovalutare in alcun modo». Segue un lungo elenco di accorgimenti che possono tranquillamente essere considerati l’anticamera del razionamento: applicare ai rubinetti dei dispositivi frangigetto che mescolano aria con acqua; ridurre il volume degli sciacquoni del bagno, introducendo una bottiglia piena d’acqua; preferisce la doccia al bagno, senza far correre l’acqua quando ci si insapona. Ed altri accorgimenti di questo tenore.

Le previsioni meteo dell’Arpav del centro di Arabba arrivano fino a giovedì e a parte qualche debole precipitazione nella giornata di mercoledì non si prevedono piogge o nevicate significative. Anzi, oggi le temperature saranno altissime per il periodo, con zero termico a 3800 metri.

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