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Blitz antidroga in un casolare: arrestato un agordino 

In manette 29enne di Rivamonte Con altri giovani viveva in un edificio nel Veneziano, diventato un centro di produzione e smistamento di sostanze chimiche

MUSILE. Il sospetto dei carabinieri di San Donà è che nel casolare di Millepertiche a Musile (Venezia), dove hanno compiuto un irruzione, quattro giorni fa, era stato installato un laboratorio per produrre sostanze stupefacenti chimiche, come ad esempio la metamfetamina, volgarmente conosciuta come ecstasy e consumata nei rave party.

C’è anche un giovane agordino, il 29enne Valentino Fontanive di Rivamonte, tra le cinque persone finite in manette dopo il blitz effettuato nei giorni scorsi dai militari dell’Arma. Anche se ieri, dopo gli interrogatori, il giudice veneziano Roberta Marchiori ha convalidato gli arresti, tenendo in carcere soltanto Renato Furlanetto, 33enne di Musile e proprietario del casale. Per gli altri quattro (oltre a Fontanive sono stati arrestati Salvatore Greco, 23 anni di Chivasso nel Torinese, Giulia Gasperini di Rovereto, 21 anni, Onofrio Martucci, 29 anni di Orte in provincia di Roma) è stato invece disposto il divieto di dimora in provincia di Venezia. L’accusa è per tutti la stessa: detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti.

I militari del nucleo operativo e radiomobile con i colleghi delle stazioni di Jesolo, Meolo e Cavallino-Treporti, con i vigili di Musile e gli ispettori dell’Asl 10 (presenza richiesta per le condizioni sanitarie e strutturali dello stabile dove sono stati trovati i cinque giovani) hanno fatto scattare il blitz in zona Millepertiche, in via Forcassona. I militari tenevano da tempo sotto controllo i movimenti in quel casolare, con appostamenti e pedinamenti. Circolavano sempre assidui frequentatori di rave party organizzati in tutta Europa. Così, hanno fatto irruzione e all’interno hanno trovato una situazione di degrado e di indigenza inaspettata: tutti i locali erano, infatti, totalmente mancanti delle basilari dotazioni igienico-sanitarie, i giovani dormivano su materassi gettati per terra, rifiuti e immondizia erano abbandonati ovunque. All’interno del casolare addirittura escrementi di animali. Sono state rinvenute anche lastre di eternit nel giardino, tutti fattori che hanno rallentato e reso molto difficoltose le operazioni di perquisizione, proseguite nei giorni seguenti e tutt’ora in corso.

Gli ispettori dell’Asl hanno dichiarato lo stabile inagibile per motivi igienico-sanitari. Sul posto è intervenuto anche personale veterinario per la presenza di quattro cani, regolarmente detenuti, che sono stati successivamente prelevati dalle forze dell’ordine e trasportati al canile di Musile.

Al momento del blitz dei carabinieri, intorno alle 10 del mattino, gli arrestati stavano ancora dormendo, presumibilmente reduci dall’ennesimo “festino” a base di droga.

Rinvenute nel corso dell’operazione sostanze stupefacenti di ogni genere, più vari materiali utilizzati per la produzione, il confezionamento e lo smercio della droga. All’interno del casolare era stato creato un vero e proprio laboratorio per la produzione di sostanze stupefacenti di tipo sintetico quali metanfetamina, ketamina.

Sono stati sequestrati in tutto 640 grammi di hashish, 130 grammi di ketamina, otto grammi di metamfetamina. Trovati anche tre bilancini, ampolle e contenitori, soprattutto ammoniaca e cloruri, spesso utilizzati per la sintesi chimica delle droghe.

Il casolare era diventato un punto di riferimento dei giovani tossicodipendenti locali. È spuntato anche un quaderno contente appunti con nomi cifre e presumibilmente crediti avanzati dai consumatori, un forno a microonde per la lavorazione dello stupefacente. Anche un teaser (la pistola elettrica in dotazione ad alcune forze di polizia) e una pistola giocattolo. Contanti per quasi 4000 euro, provento dell’attività di spaccio.

Ad eccezione di Furlanetto, tutti gli arrestati avevano a loro carico numerosi carichi pendenti legati al traffico e spaccio di stupefacenti, sulla carta residenti in altri comuni d’Italia, ma di

fatto senza fissa dimora, stabili invece nel casolare. A chiedere la convalida degli arresti il pubblico ministero Rita Ugolini, che ha coordinato le indagini degli investigatori dell’Arma.

Indagini che non sono ancora concluse, visto che i militari vogliono seguire le tracce della droga.

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