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Visita in ritardo e gita guardia medica nei guai

Le accuse riguardano l’attività svolta nel 2010 da Gerardo Marino a Lamon Un’anziana perse la vita ad Arsiè, poi la festa a Le Ei con l’auto dell’Usl 2

LAMON. Il 15 agosto 2010 era una giornata troppo bella per restare in ambulatorio e a Le Ei c'era la festa degli alpini. È là, a una decina di chilometri dal suo posto di lavoro, che la guardia medica è stata vista in compagnia di un'anziana signora e a bordo della Panda di servizio dell'Usl. Nuova udienza, ieri, nel processo a carico di Gerardo Marino, 51 anni, medico di guardia e medico in servizio nella casa di riposo di Lamon, accusato di peculato d'uso, omissione di atti d'ufficio, danneggiamento e distruzione di cartelle cliniche.

I fatti contestati a Marino (difeso dall'avvocato Claudio Rossi) risalgono al 2010 quando il medico era dipendente dell'Usl 2, incarico sospeso a novembre in seguito a provvedimento disciplinare, anche se Marino "ricomparve" nel 2013 stavolta dipendente dell'Usl 1 dove ha subito nuove accuse dalle quali è stato prosciolto dal giudice per le indagini preliminari.

Il primo reato contestato all'imputato è dei primi di agosto, quando un'infermiera della casa di riposo di Arsiè chiama più volte la guardia medica per una paziente in difficoltà. Secondo l'accusa, Marino si rifiuta di andare a visitarla, arrivando solo dopo l'ennesima telefonata e a paziente ormai deceduta.

In questo caso i carabinieri hanno fornito al pubblico ministero Simone Marcon un cd con le registrazioni delle telefonate ma il cd è stato trovato solo ieri e va ascoltato con calma. Bisogna anche citare l'infermiera, che non compare tra i testimoni del pm.

Più circostanziata risulta invece l'accusa di peculato d'uso, perché sono in molti ad aver visto Marino arrivare a bordo dell'auto dell'Usl 2 con la donna, presentata come la madre, alla festa degli alpini. Anzi, il medico spiega agli alpini che era di guardia chiedendo di saltare la fila per il rancio e mangiare più in fretta possibile, fermandosi però non meno di un'ora.

La distruzione delle cartelle cliniche, invece, sarebbe avvenuta all'ospedale di Lamon davanti ad alcuni testimoni che verranno ascoltati nelle prossime udienze. Ieri, oltre al maresciallo che ha svolto le indagini e al capogruppo degli alpini di Lamon, il collegio formato dai giudici Coniglio, Scolozzi e Cittolin ha ascoltato il responsabile dell'Usl 2, Giacomazzi, che ha raccolto tutte le segnalazioni e presentato la denuncia.

Sembra che le lamentele nei confronti dell'operato

di Marino siano iniziate a pochi giorni dal suo arrivo, sia da parte dei pazienti con reclami veri e propri, sia da parte del direttore della casa di riposo di Lamon, dove Marino è accusato anche di aver danneggiato degli estintori. (i.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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