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La lunga «maratona» tutta su neve artificiale
Inverno atipico

La lunga «maratona» tutta su neve artificiale

Collegamenti aperti con grande lavoro degli impiantisti nell’inverno più secco. Novità sul Sella Ronda

BELLUNO. Il giro delle Dolomiti con gli sci è stato compiuto nei giorni scorsi, quando di neve naturale ce n’era davvero poca.

Duecento chilometri di piste preparate con quasi il 100 per cento di neve artificiale. Un piccolo-grande «miracolo» se si pensa che - complessivamente - questo inverno sulle Dolomiti (fino all’altro ieri) saranno caduti non più di trenta centimetri di neve naturale.

Le piste che abbiamo provato - raccontano i due giornalisti - sono tutte in ottime condizioni e anche i collegamenti (fondamentali per completare questo lungo anello sugli sci) sono stati preparati e aperti con uno sforzo da parte degli impiantisti che va riconosciuto. La preparazione della neve programmata ha raggiunto un tale livello di perfezione che ormai quasi non ci si accorge più di sciare su un manto “finto”. Eppure quando - in cima alla Marmolada - abbiamo avuto l’occasione di provare la neve naturale, della differenza ce ne siamo accorti eccome. Ed è stato proprio in quel momento che - guardandoci attorno - abbiamo provato a pensare quali sensazioni possa offrire un tour delle Dolomiti fatto con la neve naturale sulle piste e montagne imbiancate anche fino alle quote più basse: memorabile.

Questa lunga cavalcata tra le Dolomiti è stata l’occasione anche per testare il nuovo impianto Alba-Col dei Rossi, inaugurato proprio il giorno prima del nostro passaggio e che, secondo i dati forniti dagli impiantisti, avrebbe già fatto lievitare del 30% circa i passaggi di sciatori nelle skiarea del Buffaure e del Ciampac. Salendo su questa cabinovia di ultima generazione si collega l’area sciistica di Canazei (a sua volta collegata con Arabba) e quelle del Ciampac e Buffaure in pochissimi minuti. Una nuova e comodissima porta di accesso al Sella Ronda per chi decide di partire dalla Val di Fassa, ma anche un ottimo incentivo per chi - come noi - ha la necessità di completare dei giri circolari. Senza questo impianto, infatti, saremmo dovuti scendere a Canazei e risalire ad Alba (dove parte e arriva la funivia del Ciampac)

utilizzando lo skibus. Gli unici due punti dove i collegamenti sciistici sono assenti (per ragioni di distanza) e nei quali abbiamo dovuto salire sugli skibus sono stati tra Armentarola e il passo Falzarego (6 euro a testa la singola corsa) e tra Pozza di Fassa e Predazzo (10 euro la corsa).

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