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Schianto sull’Agordina, muore a 50 anni

Giorgio Maria Scussel, tecnico informatico originario di Agordo, è rimasto coinvolto in un sinistro a Candaten

AGORDO. Giorgio Maria Scussel conosceva bene quella strada, la regionale 203 che collega Agordo a Belluno. L’aveva percorsa tante volte per andare a Trieste, dove viveva e lavorava da tempo. Ieri mattina quel percorso familiare l’ha tradito: è rimasto coinvolto in un tragico incidente che gli è costato la vita. Cinquant’anni, originario di Agordo, Scussel era alla guida di una Toyota Corolla che ha impattato contro un’Alfa Romeo Giulietta. Lo scontro è stato talmente forte da scaraventare l’auto di Scussel sul prato che in quel tratto costeggia l’Agordina. Immediati i soccorsi, che l’hanno portato in ambulanza all’ospedale di Agordo. Ma ai medici non è rimasto altro da fare che constatare il decesso dell’uomo: troppo gravi i traumi riportati nello schianto.

L’incidente è avvenuto ieri mattina poco prima delle 7 lungo la strada regionale Agordina in località Candaten, a Sedico. Mancavano pochi minuti all’alba e in quel momento pioveva con insistenza. Scussel stava guidando in direzione Belluno quando, all’altezza di una curva di fronte alla vecchia stazione, è avvenuto lo scontro. Ancora da chiarire l’esatta dinamica dell’incidente costato la vita al 50enne.

Sul posto sono arrivati i soccorritori del Suem 118 con due ambulanze che hanno portato i feriti agli ospedali di Agordo e Belluno. Per Scussel, portato ad Agordo in gravissime condizioni, non c’è stato nulla da fare: ai medici non è rimasto altro da fare che constatarne il decesso causato dalla violenza dell’impatto. Il conducente dell’altra vettura è stato visitato a Belluno, dove si è deciso di tenerlo in osservazione ricoverandolo in Chirurgia. Le sue condizioni non destano preoccupazione.

Sul posto anche gli agenti della polizia stradale di Feltre, che hanno effettuato i rilievi dell’incidente, i carabinieri per supporto alla viabilità e i vigili del fuoco di Belluno e Agordo. L’Agordina è rimasta parzialmente chiusa per permettere le operazioni di soccorso e la pulizia della sede stradale.

Giovanni Maria Scussel lascia il padre Mario e un fratello, Paolo, che vive in Emilia Romagna. Di professione tecnico informatico all’università di Trieste, dove viveva, aveva mantenuto i rapporti con il suo paese natale dove tornava spesso per stare con la famiglia. Aveva studiato a

Belluno, dove aveva ancora molti amici con i quali condivideva la passione per la montagna. Oltre allo sport amava il cinema e la musica. Una persona semplice e colta, che aveva trovato lavoro in un’altra regione ma non aveva mai dimenticato le sue montagne.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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