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BELLUNO

Veneto Strade, la protesta dei lavoratori

Le divise arancioni hanno accolto in silenzio il rappresentante del Governo. Intervento della Larese

BELLUNO. La loro è stata una protesta silenziosa ma sgargiante. Con la divisa arancione, i dipendenti di Veneto strade si sono radunati davanti al centro Giovanni XXIII e poi in sala Muccin per ricordare, con la loro presenza, che c'è un certo problema con le risorse, che va risolto in maniera definitiva.

Mentre a Cortina si firmava il protocollo tra Veneto, alto Adige e Governo per il Treno delle Dolomiti (progetto da un miliardo di euro) a Belluno i lavoratori di Veneto Strade hanno manifestato. «Non si può continuare con soluzioni tampone, con risorse che continuano a non esserci, ogni anno», ha spiegato Luca Sommavilla, un dipendente della società. «Il nostro vuole essere un promemoria al ministro: al di là delle nuove progettazioni e delle nuove opere, bisognerebbe prima di tutto risolvere i problemi esistenti». Per esempio quelli economici. La convenzione in essere prevede per Veneto strade un trasferimento di 15 milioni di euro. Non le sono praticamente mai arrivati, ma la società ha portato avanti la sua attività ugualmente. Sotto una certa soglia, però, non si può proprio andare, altrimenti non si riescono nemmeno a pagare gli stipendi dei lavoratori. Che sono circa 140 in provincia di Belluno. E che devono occuparsi della manutenzione di circa un migliaio di chilometri di strade. E meno male che ha nevicato poco finora.

«Questo problema delle risorse non viene risolto da almeno cinque anni», ha continuato Sommavilla. «Speriamo bene, perché oramai siamo giunti al lumicino. I soldi non arrivano mai. Qui serve uno stanziamento da parte dello Stato, strutturale, non possiamo continuare ogni anno in questo modo». Il ministro Delrio in sala Muccin ha ricordato che lo Stato stanzierà 100 milioni a favore dell'Anas, affinché li giri alle Province «più in difficoltà con la manutenzione delle strade».

Ma si è spinto oltre, dichiarando: «Lo Stato è anche pronto a riprendersi alcuni pezzi di strade, se ciò è strategico per la mobilità di carattere nazionale. In passato alcune strade sono state date in gestione alle Province con leggerezza, pensando potessero gestirle». Lo storia ha dimostrato che non è così. Non per cattiva volontà, ma perché

le risorse sono sempre meno. Ieri lo ha ricordato anche la presidente della Provincia Daniela Larese Filon, nel suo saluto al convegno: «Chiediamo un impegno al ministro Delrio, perché noi gestiamo le strade ma anche le scuole, e lo stiamo facendo senza i fondi necessari». (a.f.)

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