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LIMANA

Il premio San Valentino alla famiglia Fornasier

Per la prima volta destinatario del premio un intero gruppo familiare distintosi per la generosità profusa alla comunità

LIMANA. “Limana sei tu, sei quella che sei, è dove vivo e dove vivrei”.

Si è chiusa sulle notte dell’“Inno di Limana” la messa in onore del Santo Patrono. A cantarlo Giorgio Fornasier, che ha ideato e musicato la canzone, e che, insieme alla sua famiglia, ha ricevuto ieri il premio San Valentino 2016, che dal 1984 la parrocchia, insieme a tutta la comunità limanese, assegna come attestazione di riconoscenza nei confronti di chi si è speso e continua a spendersi a favore della propria realtà comunale e dei suoi abitanti.

Per la prima volta, destinataria è una famiglia, quella appunto di Giorgio e Maurizia Fornasier, «per il modo attivo, propositivo e generoso con cui fin da subito ha saputo integrarsi nel tessuto sociale di Limana», si legge nella motivazione, «collaborando in svariati modi alla vita sociale, religiosa e culturale del paese».

«La famiglia Fornasier, pur non essendo originaria di Limana, si è perfettamente inserita nella comunità, impegnandosi a vari livelli», ha evidenziato il parroco don Mario Doriguzzi. «Un esempio per quanti, nuovi arrivati, vogliano non rimanere ai margini della nuova comunità, ma viverla da protagonisti».

Giorgio Fornasier, nonostante i numerosi impegni lavorativi e artistici con il duo dei “Belumat”, che lo portavano spesso ad assentarsi da casa, ha stretto subito legami con il paese, collaborando con Pro Loco, Biblioteca civica, parrocchia e le varie amministrazioni comunali che si sono succedute, ricoprendo anche la carica di consigliere comunale. «Ricordiamo la serie di concerti denominata “Filò”», ha detto il sindaco Milena De Zanet leggendo le motivazioni dell’assegnazione del premio, «e la partecipazione a numerose iniziative di carattere culturale e musicale come animatore e protagonista, portando spesso a Limana personaggi di elevata caratura artistica. Fornasier da alcuni anni cura l’archivio parrocchiale, attraverso il quale sta ricostruendo una storia ancora in parte sconosciuta del nostro paese».

Giorgio presta inoltre servizio come organista in chiesa e ha ideato, come si diceva, l’“Inno di Limana”. La moglie Maurizia, dal canto suo, ha trovato il tempo di aiutare la parrocchia come corista del Coro San Valentino e come catechista, svolgendo anche un prezioso servizio dal punto di vista liturgico per la chiesetta di Villa e per quella parrocchiale.

Un esempio seguito dai figli: il maggiore, Redy, si è impegnato a lungo in gruppi parrocchiali e scout, mentre Daniele svolge da anni attività di volontariato all’ecocentro comunale. Lo stesso Daniele a cui a otto mesi fu diagnosticata una sindrome che allora dava poche possibilità di sopravvivenza. La sua patologia era poca conosciuta, ma genitori e fratelli si sono arrangiati da soli, informandosi e facendo fisioterapia in casa.

«A salvare Daniele è stata però la “terapia dell’amore”», ha letto ancora il sindaco, ricordando che Giorgio è stato presidente dell’Associazione nazionale che studia la malattia rara e continua a portare aiuto a tante famiglie che vivono al stessa situazione, anche nei paesi più sottosviluppati.

La messa è stata concelebrata da don Renzo Roncada, parroco di Auronzo e originario di Limana, e da don Ottorino Pierobon. Don Renzo, insieme a don Mario, ha auspicato che qualche giovane di Limana possa dedicarsi al servizio sacerdotale. Entrambi hanno inoltre ricordato la grande vitalità e generosità della comunità limanese, caratterizzata da una miriade di gruppi

di volontariato. Un ringraziamento è andato all’Avam, che ieri ha festeggiato 32 anni di attività: quasi 2 mila le ore che i 50 soci attivi hanno dedicato lo scorso anno a chi è in sofferenza e malato. Sul totale, circa 1.700 in casa di riposo, 75 in ospedale e 175 alle persone in difficoltà.

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