Quotidiani locali

«Entro 45 giorni un piano operativo per l’Alemagna»

«Entro 45 giorni un piano operativo per l’Alemagna»

De Menech (Pd) spiega il futuro della viabilità provinciale «Nell’agenda del Governo Coltrondo e Veneto Strade»

BELLUNO. Tutte le strade portano a Cortina. Ma senza dimenticare il Comelico o Feltre. A 48 ore dalla visita del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, presente alla firma del protocollo d’intesa tra la Regione Veneto e la Provincia autonomia di Bolzano per il “treno delle Dolomiti”, il deputato Pd Roger De Menech approfondisce le idee messe sul tavolo dall’esponente del Governo.

Durante gli incontri di sabato sono emersi molti spunti, come renderli più concreti?

«Il ministro sta lavorando su tre piani completamente diversi. Due sono progetti puntuali: la galleria di Coltrondo a Santo Stefano e quella di Serravalle a Vittorio Veneto, che l’Anas sta progettando. Poi ci sono gli interventi in vista dei mondiali di Cortina lungo l’Alemagna: ha spiegato che nel giro di un mese e mezzo ci sarà un piano operativo e anche di questo si sta occupando Anas. Infine c’è la partita delle convenzioni per la gestione delle strade. La legge di stabilità accantona 100 milioni di euro, ora si sta lavorando per tradurre questa cifra in modalità operative».

Partiamo da proprio da Veneto Strade. La situazione è delicata, che tempi ci sono per sbloccare i fondi?

«Abbiamo incontrato gli operai e conosciamo i problemi, che questo Governo ha ereditato, della gestione delle strade ex Anas. Stiamo ragionando sulla ripartizione dei soldi, bisogna valutare se finanziare le convenzioni già in essere con le Province o ricollocare la gestione delle starde riportando pezzi di viabilità in mano allo Stato. Ma, soprattutto in questo secondo caso, si tratta di azioni di lungo periodo».

Parlando di cifre, c’è un’idea di quanto servirà investire per migliorare la viabilità su gomma verso Cortina?

«Ancora no, bisogna prima di tutto definire le priorità».

La visita di Delrio ha avuto come focus principale la firma del protocollo d’intesa per la realizzazione del treno delle Dolomiti. Qual è il ruolo del Governo in questo progetto?

«La sua presenza era necessaria per dire che fa parte della partita. La fase di progettazione sarà finanziata con fondi europei e con il fondo per i Comuni di confine ma per la realizzazione è necessario non solo l’appoggio del Governo, ma anche dell’Europa. Durante l’incontro a Belluno, inoltre, si è parlato anche del collegamento con Primolano: il presidente della Provincia autonoma di Trento si è detto disponibile ad istituire un tavolo di lavoro sul tema».

Dal punti di vista tecnico è possibile usare i fondi per i Comuni di confine per questo scopo?

«Sì, sono compatibili. Ora bisogna coinvolgere la Provincia e i Comuni di confine in un progetto strategico per la viabilità di tutto il territorio. Sono convinto che i sindaci saranno disponibili a fare questo investimento se vedono che la strada è praticabile».

In queste settimane si è parlato molto anche di elettrificare la linea esistente. Arrivando fino a Calalzo o fermandosi a Belluno?

«È chiaro che l’obiettivo è arrivare a Calalzo, e questo progetto è già sul tavolo di Rfi. Va detto anche che dal punto di vista tecnico la realizzazione della parte bassa è più semplice, ma bisognerà pensare anche alla parte alta».

Gli

argomenti sono tanti, per portare a casa dei risultati concreti non servirebbe forse un tavolo istituzionale omnicomprensivo?

«La mia intenzione è quella di mettere insieme tutto il territorio. Mai come in questo periodo c’è attenzione per la provincia di Belluno».

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Belluno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NUOVO SERVIZIO

Promuovi il tuo libro su Facebook