Quotidiani locali

In quindici anni 153 milioni di fondi dalla Fondazione Cariverona

Paolo Conte traccia il bilancio del lavoro svolto con gli altri consiglieri della provincia: 1500 domande accolte e finanziate

BELLUNO. Una montagna di soldi dalla Fondazione Cariverona al Bellunese, solo negli ultimi quindici anni. A guardare l’elenco (nel pezzo a fianco ci sono solo alcune voci) appare evidente che tutti i più importanti progetti degli ultimi quindici anni realizzati dagli enti pubblici (ma anche di centinaia di parrocchie, associazioni, cooperative) sono stati portati a termine solo grazie all’intervento finanziario della Fondazione.

A fare il bilancio è Paolo Conte, nel Cda negli ultimi cinque anni, ma prima componente del consiglio generale per due mandati e comunque presente nella Fondazione negli ultimi diciotto anni, in rappresentanza o del Comune di Belluno o della Diocesi. Il suo posto nel Cda è stato preso da Renzo Poloni. Nel consiglio generale sono entrati come nuovi consiglieri Angelo Tanzarella, per Belluno, Michele De Boni per Feltre, Roberto Granzotto per Pieve di Cadore. Confermato Cesare Lasen indicato dalla Diocesi.

«Prendendo in considerazione solo gli ultimi 15 anni, dal 2000 (ma la Fondazione opera dal dicembre del 1991), il Bellunese ha ottenuto 116 milioni di euro, in risposta a 1500 richieste arrivate dal territorio. A questa cifra vanno aggiunti i 37 milioni di interventi che la Fondazione ha deciso in modo diretto. Va detto che le domande arrivate dal Bellunese sono state accolte al 60 per cento circa, più che nelle altre province (cinque) in cui opera la Fondazione» spiega Conte.

Questo dimostra sia la serietà e professionalità di chi la presentato la documentazione, ma anche il grande lavoro dei consiglieri bellunesi (4 nel consiglio generale e uno nel consiglio di amministrazione) che hanno supportato i richiedenti e hanno seguito le pratiche nella sede di Verona della Fondazione, fino all’ottenimento del contributo.

Quasi impossibile fare l’elenco completo di tutti coloro che hanno avuto risposte positive: «Ci sono decine di scuole, ad esempio, che hanno chiesto aiuto per i laboratori, l’informatica, la messa a norma. E poi le tante associazioni culturali, per la loro attività (dalla Fondazione Angelini, alla Fondazione Tiziano, ai circoli culturali)». Una cinquantina le richieste arrivate per le ricerche archeologiche, finanziate con 1 milione e 350mila. E poi gli allestimenti dei musei (da Feltre, a Pieve, a Selva, a Cesio). Ben 24 le case di riposo che hanno ottenuto finanziamenti per la messa a norma, per attrezzature e arredi. E il Parco con 780mila euro.

Un progetto importante, a cui Paolo Conte tiene particolarmente, è il recupero di 27 ex latterie turnarie del Feltrino, con un finanziamento di 1.2 milioni di euro, quasi tutte utilizzate dal volontariato. Un volontariato che ha sempre avuto una sponda nella Fondazione. Innumerevoli i progetti presentati da associazioni, cooperative sociali. «La provincia di Belluno si è sempre distinta, rispetto alle altre province, per la miriade di progetti attorno ai 20mila euro, quindi cifre contenute ma che rispondono ai bisogni della cittadinanza, rendono vive le comunità. Qui i soldi, anche pochi, si sanno sfruttare bene».

Il futuro non è così roseo come un recente passato. I fondi a disposizione della Fondazione si sono drasticamente ridotti. Per fare un esempio,

nel 2009 la Fondazione Cariverona poteva utilizzare 90 milioni per tutte le attività nelle cinque province di competenza (Belluno, Verona, Vicenza, Mantova e Ancona). Ora sono 24 milioni. Per il Bellunese a fronte di 8-9 milioni che venivano investiti nel passato, si è scesi a 3.5-4 milioni.

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Belluno Tutti i ristoranti »
ilmiolibro

Scarica e leggi gli ebook gratis e crea il tuo.