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Calalzo-Dobbiaco, Zaia gioca la carta della Bei

Il governatore ha già incontrato i vertici della Banca europea degli investimenti «In 5 anni non avremmo problemi a coprire la “miliardata” che ci anticiperebbe»

CORTINA. La settimana scorsa il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha incontrato a Roma i dirigenti della Bei, la Banca europea degli investimenti.

Ha chiesto loro tutte le possibili informazioni intorno all’eventuale finanziamento del collegamento ferroviario tra Calalzo e Dobbiaco, via Cortina. Serve «una miliardata di euro», per dirla con lo stesso Zaia; anzi, anche 200 milioni in più se si decidesse di portare il treno fino ad Auronzo per poi farlo sbucare a Cortina, anziché ripercorrere il tracciato classico, quello della Val Boite.

Zaia se n’è tornato da Roma più fiducioso, forte probabilmente già di un mezzo “sì”.

«In cinque anni riusciremo senza troppi problemi a dare copertura al finanziamento», ha garantito ieri a Conegliano lo stesso Zaia, «tenuto conto del fatto che all’operazione partecipano non solo la Regione Veneto, ma anche la Provincia di Bolzano e soprattutto anche il governo centrale».

Alla fin fine si tratta di 200 milioni l’anno. E, ancora una volta, lo stesso governatore ha dato atto agli amici Arno Kompatscher, presidente di Bolzano, e a Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture, di credere per davvero al progetto.

Ma il treno delle Dolomiti non sarà il convoglio amarcord. «Vedo che viene rievocato spesso, in questi giorni, il trenino blu, quello che ha sospeso le corse nel 1964. No, non rifaremo assolutamente quella roba lì. Il nostro non sarà il classico trenino turistico. Ma un servizio moderno, innovativo, efficiente, multiservizio, che in poco tempo dovrà portare i turisti da Venezia sulle Dolomiti e magari collegarsi con l’Austria, verso Lienz, e con la Svizzera, come desidera anche Kompatscher».

Nessun cedimento, dunque, alla nostalgia.

E proprio per questo Zaia è voluto ritornare sul progetto del collegamento da Calalzo.

«Sul vecchio sedime del trenino blu sarebbero 32 chilometri; poi c'è una variante più lunga, che passa per Auronzo e quindi sotto le Tre Cime di Lavaredo, che è di 18 km in più; e questo tratto costerà dai 5 ai 700 milioni», ha spiegato, «mentre da Cortina a Dobbiaco usiamo il vecchio tracciato, altri 28 chilometri per un costo da 500 milioni. Un miliardo da spalmare su 5 anni per raggiungere quest'obiettivo, quello di un Orient express delle Dolomiti; non mi pare una cifra irraggiungibile».

Fra un anno, circa, la definizione del progetto e, poi, via ai lavori. Immediatamente, senza perdere tempo. Zaia, al riguardo, confessa solo agli intimi che spera nel sogno di realizzare il primo collegamento, quello tra Calalzo e Cortina, entro la data dei Mondiali di sci del 2021. I tempi sono stretti, ma se venisse scelto il tracciato della

Val Boite, quindi di 32 km, il traguardo difficilmente verrebbe mancato. Ben più lungo, invece, il cronoprogramma se si optasse per la variante verso Auronzo; 18 km in più, con gallerie da scavare. In ogni caso, si badi, il treno sarà elettrificato anche da Calalzo a Cortina e fino a Dobbiaco.

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