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Un metro di neve in quota Nevegal preso d’assalto

Un metro di neve in quota Nevegal preso d’assalto

Oltre 1.600 accessi sul Colle per uno dei fine settimana migliori della stagione. «Speriamo continui così, altrimenti bisognerà potenziare l’innevamento»

BELLUNO. Per il Nevegal quello appena trascorso è stato il fine settimana migliore. Non solo di questa stagione, ma anche di quelle degli ultimi due anni.

«Il fatto è che di week-end così ce ne vorrebbero 5-6 all’anno e purtroppo le condizioni meteo non lo permettono» commenta Piero Casagrande, direttore dell’Alpe del Nevegal, che esprime comunque la soddisfazione della società per l’affluenza registrata sul Colle tra sabato e domenica. «Sicuramente un ottimo week-end», sottolinea, «in cui il Nevegal è stato scelto da tantissime persone, anche grazie alle due splendide giornate di sole. Oltre 1.600 i primi accessi. Un bel passo in avanti rispetto a come era partita la stagione. Le nevicate delle ultime settimane ci hanno aiutato tantissimo e non è stato necessario procedere ancora con l’innevamento artificiale. Lo strato di neve è nella parte alta di un metro e 10 cm circa, nella parte bassa tra i 50 e i 60 cm. Le piste sono tutte aperte, parte alta compresa».

Il Colle può quindi tirare un sospiro di sollievo. Ma uno o due week-end con numeri buoni (era andato bene anche quello di San Valentino) non bastano. «Se anche i prossimi fine settimana, meteo permettendo, registreranno una buona affluenza» precisa Maurizio Curti, presidente dell’Alpe, «allora la stagione si chiuderà “nella media” e il Colle potrà stare in piedi con le proprie forze. Se invece non sarà così, allora sarà necessario, in vista del prossimo inverno, intervenire con ulteriori investimenti per potenziare le capacità di innevamento artificiale. Risorse che noi dell’Alpe non abbiamo e ci sarà quindi bisogno di aiuto, sia da parte del pubblico che del privato».

«A fine stagione ci riuniremo come cda e metteremo giù dei ragionamenti» prosegue Curti, «con l’obiettivo di avviare delle strategie affinché il Nevegal possa funzionare senza essere così influenzato dalle condizioni meteorologiche. Per quanto riguarda l’estate, vogliamo spingere, come risaputo, sul progetto dei percorsi per le mountain bike, per cui siamo i primi in Veneto».

Intanto l’Alpe incrocia le dita e spera di poter tenere aperte le piste fino a Pasqua. Domenica il Colle ha ospitato, nella parte bassa, il circuito giovanile di sci alpino Lattebusche. «La concomitanza tra utenti delle piste e gara non ha creato problemi o lamentele, perché i primi hanno potuto tranquillamente usufruire della parte alta» fa presente Casagrande. «Ci dispiace invece che si siano create, soprattutto domenica, delle code alla biglietteria. Ci eravamo organizzati con due casse aperte, già dalle 7.30, un’ora prima dell’apertura degli impianti. La maggior parte gli sciatori è però arrivata tra le 9 e le 9.30 e ha dovuto aspettare. Siamo rammaricati per eventuali disguidi. Se gli afflussi fossero sempre quelli dello scorso week-end sarebbe un conto, ma non possiamo dotarci solo per una giornata di 4-5 persone alle casse. Inoltre, ci sono sciatori che arrivano per la prima volta e chiedono informazioni e bisogna garantire un minimo di servizio, quindi un po’ di tempo per ciascun utente è da mettere in conto».

Le condizioni della neve e delle piste sono buone, «e lo sono state sabato e domenica nonostante

il caldo dei giorni scorsi», dice Curti. «Siamo contenti anche perché la gente è soddisfatta e fa apprezzamenti su come sono tenute le piste. Personalmente ripeto che il Nevegal non ha rivali, anche se gli impianti non sono modernissimi. E le piste sono tra le più belle delle Dolomiti».

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