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L’Usl 1 taglia le pulizie negli ospedali

Da marzo scatta il piano che prevede una riduzione di un centinaio di ore settimanali. Una decina di posti di lavoro a rischio

BELLUNO. Posti di lavoro ma anche igiene a rischio nelle strutture ospedaliere dell’Usl1. Da marzo, infatti, l’appalto delle pulizie sarà ulteriormente ridotto. Nel 2013, infatti, con l’arrivo della società Markas srl di Bolzano, l’azienda sanitaria aveva deciso di ridurre sia l’importo dell’appalto (passato da 260 mila euro a 226 mila euro) sia l’orario di lavoro (-10%).

Ora, l’Usl ha deciso di intervenire nuovamente, e in maniera più pesante. Infatti, alla settantina di lavoratori che garantiscono le pulizie nelle strutture sanitarie bellunesi saranno diminuite le ore di lavoro con conseguente possibile perdita di posti di lavoro.

Il piano presentato dalla società ai sindacati di categoria Fiscascat Cisl e Filcams Cgil prevede, infatti, nel dettaglio una riduzione di circa un centinaio di ore a settimana. Per una ventina degli addetti si parla si parla di una diminuzione di un’ora o mezz’ora, mentre per una decina ci sarà un vero e propri dimezzamento orario. Si passerà da 14 ore settimanali di lavoro a sette, mettendo a rischio il posto di lavoro. «L’Usl 1 intende non far pulire più alcuni locali come magazzini, archivi e alcuni uffici», dicono Fulvia Bortoluzzi della Filcams e Stefano Calvi della Fisascat, «mentre parla di eliminare i cosiddetti “ripassi” pomeridiani. Infatti, mentre la pulizia “grossa” viene eseguita dal personale ogni mattina, al pomeriggio, in alcune aree, laddove c’è maggiore via vai di utenza o di personale, era garantito fino ad oggi un ulteriore ripasso degli addetti. E proprio questo secondo intervento sarebbe destinato a saltare».

I sindacati, dopo la riunione della settimana scorsa, in cui la Markas ha evidenziato queste criticità, hanno chiesto non solo di attendere prima di far partire le novità, ma hanno iniziato ad elaborare un piano per evitare licenziamenti o riduzioni drastiche di salari.

«Abbiamo già scritto come categoria, ma anche con segreterie generali di Cgil e Cisl, alla direzione generale dell’azienda sanitaria per ottenere un incontro e chiarire alcuni aspetti. Anche perché», ribadisce Bortoluzzi, «non si possono avviare modifiche salariali e contrattuali senza che ci sia l’accordo con le parti sociali».

«E pensare che si mettono a rischio dei lavoratori per un risparmio di circa 90-100 mila euro», commenta ancora l’esponente della Filcams.

Ma le organizzazioni sindacali, visto che comunque la spending review deve essere applicata, stanno elaborando le strategie per evitare che il personale debba rimetterci.

«Stiamo vagliando», spiegano ancora Bortoluzzi e Calvi, «l’elenco dei dipendenti per verificare la presenza di personale prossimo alla pensione, così da garantirgli una sorta di incentivo all’esodo da unire agli ammortizzatori sociali collegati». Così, facendo uscire spontaneamente qualcuno, si potrà ridistribuire il lavoro tra i rimasti, agevolando anche quegli addetti che rischierebbero altrimenti di rimanere con poche ore settimanali.

Non ci sta a queste riduzioni la referente di Cittadinanzattiva,

Ottorina Bompani che si dice «contrariata da questo taglio dell’Usl. La pulizia negli ospedali è fondamentale: gli uffici e gli ambulatori devono essere puliti e a maggior ragione i reparti. L’igiene va intensificata, non tagliata. Sono sbalordita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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