Quotidiani locali

Tassa di soggiorno “cassata” dallo Stato

Lettera inviperita del sindaco De Biasio da Renzi a Zaia: «Non è pagata dai residenti ma dai turisti e qui sono stranieri»

ALLEGHE. Lo Stato dice no alla tassa di soggiorno e il sindaco di Alleghe s'infuria: «Bella politica di contraddizioni». Dopo aver ricevuto qualche giorno fa una comunicazione da parte del direttore del ministero dell'economia, il sindaco di Alleghe, Siro De Biasio, è saltato sulla sedia, ha fatto un po' di conti e di riflessioni e ha deciso di scrivere a Mattarella, Renzi, ai ministri dell'economia e del turismo, a Zaia, all'assessore regionale al turismo, alla Provincia di Belluno, ai sindaci e ai parlamentari bellunesi.

Motivo? Alleghe, così come Rocca Pietore e Selva di Cadore, non potrà più applicare la tassa di soggiorno partita il 1° gennaio dopo un lungo iter che ha portato via mezzo 2015. Perché? La legge di stabilità approvata il 28 dicembre scorso, al comma 26 dell'articolo 1, sospende «l'efficacia delle leggi regionali e delle deliberazioni degli enti locali nella parte in cui prevedono aumenti dei tributi e delle addizionali attribuiti alle regioni e agli enti locali con legge dello Stato rispetto ai livelli di aliquote o tariffe applicabili per l'anno 2015».

E il ministero ha spiegato a De Biasio (così come ai sindaci di Rocca e Selva) che la tassa di soggiorno che ha deciso di applicare rientra all'interno dei tributi vietati. A Falcade e Livinallongo, dove la stessa è in vigore da più di un anno, potrà invece continuare ad essere riscossa. «Dopo che il 12 aprile scorso», spiega De Biasio, «la provincia di Belluno ha chiuso tutti gli Uffici Iat sul territorio, è stato giocoforza per il nostro Comune istituire l'imposta di soggiorno in quanto la principale attività del nostro Comune è il turismo». La delibera di giunta che ne detta gli indirizzi viene approvata il 28 maggio. Quella di consiglio che la istituisce assieme all'apposito regolamento, dopo aver sentito gli operatori turistici, è del 1° ottobre. Quella di giunta che fissa le tariffe è del 28 ottobre. Da qui a dicembre vengono acquistati i software, vengono svolti i corsi per l'utilizzo, vengono convocate riunioni tecniche per poter essere pronti a introitare il tributo dal 1° gennaio 2016. Il tutto prima dell'approvazione della legge di stabilità.

«In tanti anni di pubblica amministrazione mi è sempre stato insegnato che l'effetto delle leggi non può essere retroattivo», dice De Biasio, «l'interpretazione alla legge, perché di questo si tratta, è data da un paragone con l'istituzione ex novo dell'Irpef da parte di qualche Comune. A differenza dell'Irpef, l'imposta di soggiorno non è pagata dai cittadini residenti, ma dai turisti che nel nostro caso per una grossa percentuale provengono dall'estero. Lo spirito della legge di stabilità è proprio quello di fare in modo che non vengano istituite o aumentate le tasse che vanno a pagare i residenti (tasse locali). L'imposta di soggiorno non

va a gravare, ma è "un sollievo" per i residenti che permette all'amministrazione di elargire quei servizi turistici che non è in grado di fronteggiare con le vere e proprie tasse locali. Le interpretazioni date, quindi, vanno esattamente contro lo spirito della legge».

Gianni Santomaso

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