Quotidiani locali

FELTRE

Prostituzione ai “Tre Gai” dieci ragazze identificate

La procura della Repubblica si appresta a chiedere il processo per i due gestori I conviventi sono accusati di favoreggiamento e sfruttamento al bar di Villapaiera

FELTRE. Il dolce erano le ragazze. All’osteria Tre Gai di Villapaiera, in dieci, che sono state identificate, si prostituivano: magherbine, romene, italiane e latinoamericane. Ma ci sarebbero state anche altre giovani, che però non sono state individuate nel corso delle indagini della Squadra mobile della questura di Belluno. La procura della Repubblica ha chiuso le indagini sui due gestori del locale, Fatima Rhourab e Gianluigi De Cian per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. È la legge Merlin, la 75 del 1958, che ha chiuso le case di prostituzione. Il procuratore Francesco Saverio Pavone si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per i conviventi, che abitano al piano di sopra del locale e sono difesi dagli avvocati De Vecchi e Viel.

Ha partecipato all’inchiesta anche la Finanza, perché è stato ipotizzato anche il reato di evasione fiscale; ed è stata coinvolta anche l’Usl 2, per verificare le condizioni igieniche del locale. Secondo l’accusa, i due hanno tollerato che all’interno del locale un certo numero di donne si dedicassero alla prostituzione. Prostituzione che hanno anche favorito e sfruttato, approfittando del fatto che le donne già lavoravano dietro il bancone come bariste.

Rhourab e De Cian hanno acconsentito che si appartassero nei sei privè con altrettanti divanetti e pesanti tende che garantivano l’intimità.

C’è stata una perquisizione, che ha permesso di capire che alcune erano donne fisse, mentre altre si concedevano a rotazione, in maniera che ci fosse sempre qualche stuzzicante novità per i clienti. Le ragazze venivano pagate con i voucher, i buoni lavoro per le attività occasionali. Non è un contratto, ma sono garantiti sia la copertura previdenziale Inps che l’assicurazione Inail. Sono stati almeno 300 gli avventori monitorati dalla questura, grazie alla lettura delle targhe. Alcuni molto fedeli, altri saltuari, appartenenti a tutte le classi sociali. Ci volevano 50 euro per un quarto d’ora con la ragazza prescelta e, secondo i conti, ci sono stati almeno 1.600 passaggi, nei mesi presi in esami dagli investigatori. I fatti contestati sono dal luglio 2014 all’aprila-maggio dell’anno dopo.

Qualcuno entrava solo per bersi un caffè o una bibita, ma altri erano molto più interessati alle grazie delle fanciulle. Ne sono stati sentiti parecchi, nel rispetto della loro riservatezza e, tra

questi, ce ne sarebbero diversi con moglie e figli. Molti, se non tutti, hanno confermato che andavano al Tre Gai per beve qualcosa o incontrare le ragazze. Il rischio era quello di vedersi a propria volta sotto inchiesta per favoreggiamento della prostituzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Belluno Tutti i ristoranti »
ilmiolibro

Scarica e leggi gli ebook gratis e crea il tuo.