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Dopo diciotto anni la Belluno-San Fermo diventerà realtà

A metà marzo partiranno i lavori per la pista ciclabile il cui progetto e finanziamento risalgono al lontano 1998

BELLUNO. La pista ciclabile Belluno-San Fermo sta per diventare realtà.

I lavori, che costeranno 350 mila euro (di cui 250 mila dalla legge 366/1998 e 100 mila dal Consorzio Bim Piave), partiranno a metà marzo e dovrebbero concludersi a giugno. La Provincia ha già appaltato l’opera alla ditta F.lli Romor srl di Ponte nelle Alpi e, dopo gli ultimi passaggi burocratici, il prossimo mese si dovrebbe dare il via al cantiere. Cantiere che riguarderà anche la realizzazione della segnaletica necessaria fino a Santa Giustina.

Si tratta di due chilometri di ciclovia che erano attesi dal lontano 1998 e che erano stati finanziati dalla legge 366 di quell’anno. «Si tratta di un ulteriore tassello nel collegamento Belluno-Feltre per chi va in bicicletta», dichiara il sindaco di Longarone, Roberto Padrin con delega ai trasporti per Palazzo Piloni, che aggiunge: «Anche i comuni della Destra e Sinistra Piave si stanno dando da fare per riuscire a completare i tratti di ciclabile che ancora mancano per creare un circuito completo di tutta la provincia». E poi Padrin aggiunge: «Per quanto riguarda la direttrice Venezia-Monaco, come comune di Longarone tramite un bando regionale ci siamo aggiudicati 1,6 milioni di euro che andranno a finanziare un’opera di due milioni di euro per il tratto da Castellavazzo a Ponte nelle Alpi (frazione di Soccher). Sullo studio di fattibilità di questo intervento come ente», conclude Padrin, «stiamo allestendo alcuni approfondimenti che ci permetteranno di giungere al progetto definitivo e quindi alla realizzazione dell’opera».

Ad esprimere entusiasmo per la Belluno - San Fermo è Bortolo Calligaro, presidente della Fiab di Belluno, l’associazione degli appassionati di bicicletta. «Abbiamo saputo che presto sarà realizzato questo tratto della ciclovia e non possiamo che dire: “finalmente”, visto che l’attendiamo dal lontano 1998, cioè da 18 anni».

Calligaro ripercorre, brevemente le “vicissitudini” che hanno portato ad un simile ritardo nell’esecuzione della pista ciclabile. «Il primo progetto», ricorda il presidente Fiab, «risale al 1998 ed era stato curato dall’urbanista De Conz. Ma l’allora presidenza della Provincia non l’aveva praticamente considerato. Di questo progetto, alla fine, se ne fece un libro sulla lunga via delle Dolomiti e anche una segnaletica, peraltro scadente, che andava da Cimabanche a Calalzo. Poi nel 1999 Palazzo Piloni aveva istituito un comitato provinciale della mobilità, di cui facevo parte anch’io, con lo scopo di coordinare l’attività per la realizzazione di piste ciclabili con Comuni, Comunità montane, associazioni. La Provincia fece anche fare uno studio di fattibilità per la ciclovia Belluno-Feltre in Destra Piave. Opera che venne finanziata con 700 milioni di lire, tramite la legge nazionale 366».

Ma ancora una volta del progetto non se ne fece nulla. «Se ne parlò fino al 2000 quando la legge non fu più rifinanziata», prosegue Calligaro. «Finalmente, oggi, nel 2016, la Provincia di Belluno ha fatto la gara e ha già appaltato l’opera e, se tutto andrà come deve, sarà pronta per l’inizio dell’estate. E noi come Fiab abbiamo già messo in calendario una pedalata per il 12 giugno, sperando che la pista sia ultimata».

Ma il presidente dell’associazione degli Amici delle bici sottolinea che per completare il collegamento

tra Belluno e Feltre, restano ancora due tratti scoperti, «visto che in questi anni i singoli comuni hanno agito in modo autonomo, soprattutto sulla Sinistra Piave, per realizzare delle piste ciclabili. Si tratta della Belluno-Limana e della Busche-Nemeggio».

Paola Dall’Anese

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