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SANTA GIUSTINA

C’è un indagato per il rogo delle tre auto

Ieri i carabinieri hanno perquisito abitazione e auto di un uomo su delega della Procura, si segue la pista passionale

SANTA GIUSTINA. Aveva appiccato il fuoco in maniera deliberata e lo avrebbe fatto sotto la spinta passionale. C’è una persona (un uomo) iscritta sul registro degli indagati per l’incendio che la notte dello scorso 13 febbraio aveva ridotto in cenere una tettoia e tre auto in località Santa Margherita. Incendio doloso il reato contestato dalla Procura di Belluno, che ha ordinato l’esecuzione ieri mattina una serie di perquisizioni, tutte comunque riconducibili allo stesso soggetto, da parte dei carabinieri della Compagnia di Feltre.

Nel mirino dei militari dell’Arma guidati dal capitano La Chimia, in particolare, l’abitazione, l’automobile e altre pertinenze di proprietà dell’uomo sospettato di aver provocato il rogo nell’area adibita a parcheggio del complesso abitativo della frazione di Santa Giustina che ospita tre nuclei familiari. Perquisizioni - visto il segreto istruttorio non è chiaro se siano state effettuate a Santa Giustina o in Comuni limitrofi - conclusesi con il sequestro di materiale ritenuto utile ai fini delle indagini, ma sul quale sono ora in corso ulteriori accertamenti.

Secondo gli inquirenti, che si stanno concentrando sulla pista passionale, l’incendio avrebbe avuto come obiettivo solo una delle tre automobili, di proprietà di una donna, parcheggiate sotto la tettoia e appartenenti a tre distinte persone. Decreti di perquisizione che la Procura ha emesso sulla base dell’esito delle indagini eseguite subito dopo il rogo dagli stessi carabinieri e dei vigili del fuoco, che avevano subito puntato sulla pista dolosa.

Di dubbi sulle cause dell’incendio, infatti, praticamente non ce ne sono mai stati: la rimessa con la tettoia in legno non era collegata alla linea elettrica e non erano stati trovati elementi tali da far pensare a un innesco accidentale. I primi rilievi sull’accaduto erano stati fatti dai carabinieri di Sedico, accorsi sul posto nella notte del 13 febbraio subito dopo che era stato lanciato l’allarme, intorno alle 23.30, con l’area interessata dalle fiamme che la mattina successiva era stata messa sotto sequestro di polizia giudiziaria dai militari dell’Arma di Santa Giustina.

I vigili del fuoco, al loro arrivo, si erano trovati di fronte la tettoia completamente avvolta dalle fiamme, così come le due auto parcheggiate all’interno (una Opel Corsa e una Peugeot 206) e una terza, una Volkswagen Touran, che era stata lasciata appena fuori della rimessa. Solo il tempestivo intervento dei pompieri, inoltre, aveva scongiurato il peggio: le fiamme erano infatti giunte

a pochi passi dai bocchettoni dei bomboloni interrati del Gpl.

Alla fine i danni provocati dall’incendio era risultati pesantissimi: ridotte a scheletri di lamiera i veicoli, assieme a varie bici, un motorino, un quad, un decespugliatore e altro materiale, tra cui una scorta di pellet.

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