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Depuratore, protesta dei comitati «Sindaci, fate saltare il progetto»

Lentiai. Ambientalisti e cittadini chiedono che il consiglio di bacino non firmi la convenzione col Cipa «Quell’impianto è sovradimensionato». Prevista una fiaccolata dei contrari che si svolgerà in aprile

LENTIAI. I cittadini di Lentiai si appellano ai sindaci per far saltare il progetto del Cipa. Il Gruppo Natura e il Comitato No al depuratore preferiscono non commentare le posizione espressa dal Consorzio industriali protezione ambiente, riservandosi di valutare con calma le parole dette nella conferenza stampa di lunedì. I cittadini hanno però diffuso un appello, rivolto a tutti i sindaci della provincia, affinché il consiglio di bacino dell'acqua non firmi la convenzione necessaria per far smaltire all'interno del depuratore che il Cipa progetta di riattivare all'ex San Marco anche i reflui civili di Lentiai e della frazione di Busche.

«Nello scandaloso balletto tra il Cipa e gli enti locali, deputati ad autorizzare la piattaforma chimica, c'è un passaggio amministrativo-politico richiesto dalla Regione Veneto molto importante», scrivono in una nota i due gruppi. «Per assecondare una sostenibilità economica dell'operazione, il consorzio Cipa ha previsto la stipula di una convenzione con l'ente di bacino (governato dai sindaci del territorio), per il collegamento tra il vecchio depuratore fognario di Lentiai e il nuovo depuratore chimico della piattaforma per la lavorazione di rifiuti pericolosi-tossici».

Ma il depuratore di Lentiai, sostengono Gruppo Natura e Comitato, «seppur vecchiotto, è pienamente sufficiente per l'abitato di Lentiai, per stessa ammissione del gestore. Lo stesso impianto, fra l'altro, non rientra nell'elenco dei depuratori in provincia che richiedono un intervento urgente di adeguamento all'attuale normativa comunitaria».

I cittadini, nel ribadire la loro posizione («Tale opera è decisamente sovradimensionata non solo per l'insediamento su cui andrà ad incidere pesantemente, ma anche per l'intero comparto industriale bellunese, che a tutt'oggi soffre ancora della crisi in corso») si appellano «alla sensibilità e coscienza di tutti i sindaci, amministratori di enti locali e rappresentanti politici, di tutta la provincia di Belluno, affinché capiscano che opere del genere fanno il bene e l'interesse di pochi, che la ricaduta occupazionale (2-3 unità) è irrisoria, mentre molto elevati saranno i costi ambientali, economici e viari per tutti noi».

«Prioritario per noi deve essere un ragionamento consapevole degli interessi del territorio», concludono. «Il tipo di lavorazione proposta dal Cipa è molto rischiosa e di per sé pericolosa, e si trasformerebbe

in una terribile ipoteca non solo per la bellissima zona delle risorgive dei Salet a ridosso della ex San Marco, ma per l'intero Comune di Lentiai, e non solo».

Per quanto riguarda infine la fiaccolata di sensibilizzazione, è in fase di organizzazione. Si svolgerà nel mese di aprile.

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