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caso sappada

Alessandro Mauro: traditi da chi ci aveva dato appoggio

Il Comitato: «Proprio coloro che perfino negli ultimi giorni ci avevano dichiarato il loro appoggio, si sono rivelati dei traditori; anzi lo erano già mentre si riempivano la bocca del doveroso rispetto - così dicevano - per le istanze referendarie»

SAPPADA. Sconcerto ai piedi del Monte Peralba, nel vasto popolo dei referendari, oltre che in municipio. Se la reazione del sindaco Manuel Piller Hoffer è stata di una pesantezza unica, sicuramente non meno leggera è quella di Alessandro Mauro, per conto del comitato che nel 2008 ha organizzato il referendum sul passaggio di Sappada al Friuli Venezia Giulia.

«Proprio coloro che perfino negli ultimi giorni ci avevano dichiarato il loro appoggio, si sono rivelati dei traditori; anzi lo erano già mentre si riempivano la bocca del doveroso rispetto - così dicevano - per le istanze referendarie».

Mauro, ovviamente, fa nomi e cognomi e sono quasi gli stessi che ha palesato il sindaco Piller Hoffer. Chissà, a questo punto, quale incendio di polemiche si svilupperà questa sera in Consiglio comunale. «Il sottosegretario Gianclaudio Bressa ha messo subito a frutto il provvedimento contro i sappadini e contro la minoranza culturale di Sappada, convincendo il Governo a stralciare dal calendario la legge che riguarda il passaggio del nostro comune al Friuli» sottolinea Mauro. «È ovvio che manifestiamo grande amarezza per questo esito, soprattutto perché di fatto il Governo è stato condizionato da Bressa, De Menech e dall'ordine del giorno ridicolo della Provincia di Belluno. Bisogna dire che il dato politico è che anche la Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia non ha voluto o potuto convincere il Governo a procedere al passaggio di Sappada nella sua regione».

La governatrice friulana, per la verità, è intervenuta ieri ribadendo che la volontà dei sappadini va pienamente rispettata, ma aggiungendo, per la verità, una "provocazione", come tale è stata interpretata a Sappada: l'invito ai bellunesi a "traslocare" tutti nella specialità friulana. «A questo punto Serracchiani deve dire se ha la forza di portare questo passaggio in Aula oppure se invece avrà ragione Bressa e se Sapppada dovrà morire in Veneto», aggiunge Mauro, il quale manifesta «molto dispiacere anche per alcune dichiarazioni di due senatori friulani del Pd che hanno sostenuto in Aula la necessità di un approfondimento su questo tema».

Secondo il coordinatore del comitato dei referendari, «è ovvio che aver stralciato dal calendario dei lavori la legge su Sappada non può essere per meditazione

(la storia va avanti da 8 anni) ma è di fatto un parere negativo nei confronti di questo passaggio. I friulani - conclude Mauro - devono essere chiari con i sappadini: se sono determinati per il passaggio o se seguiranno gli ordini di scuderia di Giancarlo Bressa e del Governo». (fdm)

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